Lo zipolo è levato,
già s’è fatto chiaro.
E le bocche arse
agognano una qualche fine lecita,
alla fine del lavoro
della fine della tenaglia.
E le bocche straziate,
di rosso fiorite,
hanno esposto la carne loro
al sorriso affilato.
Una mano bianca e sapiente riponendole
in un oblio senza nome.
Riponeva pinze ed ogni arnese,
ben lustrato alla penombra,
della penombra, del posto segreto –
entro la borsa di nero cuoio.
E la borsa sparava già lustri riflessi,
di sotto a un cielo pulito.
E il mattino era  blu,
confortevole senza eccezioni.
Gli uccelli gettando ogni dubbio lontano,
con canto delizioso e accorato.
Non vi furono nomi,
né lapidi vi furono, né processi.
Solo uno zipolo levato del nuovo,
questo solo,
ed una gola sola che ne bevve a stracollo –
una mano esperta tornando al lavoro,
con lungo lavorio d’arnesi,
mentre il giradischi suonava da un angolo,
un ballabile adorabile.
Le bocche turate, gli occhi grandi,
smisuratamente bianchi,
di rosso innaffiati, e sale di dolore;
sapiente fu la mano, e incisiva.
A mattino qualcuno, s’allacciò il polsino
ed uscì sotto il blu.
Né colpe, né nomi vennero assegnati.
E non rimase niente da eccepire
ai lunghi cerimoniali della democrazia.
Solo, qualcuno che a mattino,
si allaccia il polsino ed esce sotto il blu
Un lauto compenso
ed altri e altri cieli ben lindi, ben propizi,
a un fabbricatore d’ossa.
Che era un uomo medio.
Era un uomo medio.

 

Massimo Triolo

 

 

Massimo Triolo
"Meglio regnare all'Inferno,che servire in Paradiso"

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1 Commento

  1. un uomo medio... e non mi par poco.... oggigiorno... considerando che "medio" per molti è un gran traguardo.


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