Vetrina

Da pic­cola mi pia­ceva pen­sare che le per­sone vives­sero sui sof­fitti delle case, coi mobili a testa in giù e tutto quanto, per­ché l’idea di vedere gli alberi scen­dere dal cielo mi faceva ridere molto.
Avevo tanti amici dai nomi buffi, qual­cuno vero, qual­cuno meno, e mi sarebbe pia­ciuto mol­tis­simo farli incon­trare ma i primi non vede­vano gli altri e i secondi erano timidi, credo.
Da pic­cola avrei voluto vivere in un bosco e rite­nevo impor­tante impa­rare a fischiare, chissà per­ché.
Dise­gnavo tan­tis­simo, dise­gnavo di tutto, e poi scri­vevo sto­rie in cui rac­con­tavo i dise­gni. Non dovevo dise­gnare gran­ché bene, mi sa.

Da pic­cola mi pia­ceva man­giare i cicla­mini per­ché erano un po’ salati e ave­vano colori stu­pendi.
Avrei desi­de­rato tan­tis­simo fare ami­ci­zia con un lican­tropo, così avrei avuto un buon amico e un buon cane allo stesso tempo. Mi sem­brava diver­tente.
Da pic­cola cre­devo agli gnomi per­ché mi sem­brava nor­male esi­stes­sero.
Da pic­cola pen­savo che le mon­ta­gne fos­sero dino­sauri addor­men­tati e le guar­davo spesso nel caso aves­sero deciso di risve­gliarsi all’improvviso; li imma­gi­navo sol­le­varsi di colpo, scrol­larsi di dosso alberi e case e quindi sba­di­gliare e rimet­tersi in cammino.

Pen­savo che i sogni esi­stes­sero dav­vero in una realtà che era la nostra, solo un pochino più sfo­cata, ed ero con­vinta che quando due per­sone si sogna­vano l’un l’altra era per­ché dove­vano dirsi, asso­lu­ta­mente, qual­cosa di impor­tante.
Da pic­cola non par­lavo coi miei com­pa­gni di classe e sognavo di gui­dare un’astronave.
Facevo i ghiac­cioli con lo sci­roppo di lam­poni e le cara­melle con lo zuc­chero sciolto.
Mi pia­ceva salire sugli alberi e lasciarmi cadere, come una ghianda.
Da pic­cola ero con­vinta che le caverne fos­sero piene di ere­miti e di orsi.
Mi pia­ceva nuo­tare con gli occhi aperti, fare le capriole e toc­care le meduse.

Da pic­cola cre­devo che se morivi rina­scevi da un’altra parte e quindi non mi sem­brava una cosa tri­ste.
Da pic­cola mi pia­ceva essere piccola.

7 Risposte “Vetrina”

  1. karenlojelo

    M E R A V I G L I O S A ! SEMPLICEMENTE.…

    P.S. da pic­cola mi sen­tivo anche io così e mi pia­ce­rebbe sen­tir­mici ancora certe volte…

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  2. Giuseppe Sanalitro

    Ah, le corse tra­fe­late e tutto il resto! C’è da inna­mo­rarsi tutte le volte a rive­dersi bam­bini. Io costruivo minu­scole dighe con l’acqua che ser­viva per le pian­tine di mio padre. Oggi sono alberi.
    … tut­ta­via, è così straor­di­na­ria­mente bello cre­scere, diven­tare un adulto, a mia volta un papà che ama costruire e fare volare aquiloni..

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  3. Marilena Gimmi

    è importante,secondo me,conservare il bambino/​a che è in noi .…ho rivissuto,leggendoti,alcune mie fasi infantili.…specialmente i sogni!!!.…SUPERFLUO dirti che scrivi divinamente.….P S.…DA GRANDE MI SAREBBE PIACIUTO RITORNARE PICCOLA!!!

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