Un viaggio a terra. Un viaggio in piedi.

E mi dici che hai dav­vero voglia di vedermi dopo tutto que­sto tempo ma che hai anche paura che potre­sti inna­mo­rarti di me e io mi chiedo com’è che siamo arri­vati al punto in cui ci fa paura inna­mo­rarci di qual­cuno men­tre non ce ne fa lavo­rare senza la 626.

Personaggi e luoghi, pensieri ed emozioni, passato presente e futuro raccontati attraverso le parole dei nostri autori con linguaggi e stili diversi.

Pla­cebo e Depe­che Mode scor­rono den­tro la mia testa per­ché, come dice­vamo, è anti­co­sti­tu­zio­nale non essere depressi prima del dopo­cena. Il nostro imper­tur­ba­bile animo punk.
E abban­do­niamo gli altri tra la folla e cam­mi­niamo per Via Venti rim­bal­zando sulla musica techno che bom­barda imper­ter­rita la notte.
Le ruote del pas­seg­gino sulla scala mobile sem­brano un pezzo industrial.

Ti dico che sei acida. Dici che sei ner­vosa. Ti dico che non è un pro­blema ma che a volte sei pesa. Dici che fac­cio le cose con rab­bia. Ti dico che non penso che a me.
Ci ritro­viamo a Bri­gnole e ti dico di seguirmi, che so dove andare. Forse ci voleva dav­vero un po’ di tempo da sole.
Un viag­gio a terra. Un viag­gio in piedi.
Fac­cio sem­pre la finta tonta quando mi dicono una coglionata.

Sta­notte il porto è bel­lis­simo; come quel giorno in cui gio­ca­vamo ai pirati ed io forse avrei dovuto capire invece di dirti che mi spo­savo.
Addor­men­tarsi in un letto con te è come dor­mire abbrac­ciati a una trot­tola epi­let­tica.
E penso a te men­tre bal­liamo e penso che sarebbe bello se ci fossi anche tu, anche se non avre­sti bal­lato ma avre­sti scat­tato una marea di foto, — o magari nem­meno — ma sarebbe stato bello comun­que. Un modo bello per cono­scersi, credo.
Ho fatto più chi­lo­me­tri in que­ste due set­ti­mane che negli ultimi anni. Avremmo dovuto capirlo tempo fa che era finita; sarebbe stato meglio per tutti.

E mi chiedi che penso di fare e l’unica rispo­sta che posso darti è che penso ad essere felice.
Tu felice non sei per niente ma cam­biare ti fa paura in que­sto momento. Hai solo biso­gno di tempo. Ce la fai sem­pre, alla fine.
Ti chia­mano per dirti che il tipo di tua sorella le ha sfa­sciato la casa. Ci accen­diamo le siga­rette in ste­reo spe­rando di fumare via tutta sta merda.

 Un viaggio a terra. Un viaggio in piedi.

4 Risposte “Un viaggio a terra. Un viaggio in piedi.”

  1. karenlojelo

    com’è che siamo arri­vati al punto in cui ci fa paura inna­mo­rarci di qual­cuno men­tre non ce ne fa lavo­rare senza la 626? …Già…

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  2. mariellamusitano

    chissà per­ché l’amore mette più paura.
    e ci dimen­ti­chiamo cosa sia la felicità

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