Un viaggio a terra. Un viaggio in piedi.

Racconti VeraLiberta

E mi dici che hai davvero voglia di vedermi dopo tutto questo tempo ma che hai anche paura che potresti innamorarti di me e io mi chiedo com'è che siamo arrivati al punto in cui ci fa paura innamorarci di qualcuno mentre non ce ne fa lavorare senza la 626.

Placebo e Depeche Mode scorrono dentro la mia testa perché, come dicevamo, è anticostituzionale non essere depressi prima del dopocena. Il nostro imperturbabile animo punk.
E abbandoniamo gli altri tra la folla e camminiamo per Via Venti rimbalzando sulla musica techno che bombarda imperterrita la notte.
Le ruote del passeggino sulla scala mobile sembrano un pezzo industrial.

Ti dico che sei acida. Dici che sei nervosa. Ti dico che non è un problema ma che a volte sei pesa. Dici che faccio le cose con rabbia. Ti dico che non penso che a me.
Ci ritroviamo a Brignole e ti dico di seguirmi, che so dove andare. Forse ci voleva davvero un po' di tempo da sole.
Un viaggio a terra. Un viaggio in piedi.
Faccio sempre la finta tonta quando mi dicono una coglionata.

Stanotte il porto è bellissimo; come quel giorno in cui giocavamo ai pirati ed io forse avrei dovuto capire invece di dirti che mi sposavo.
Addormentarsi in un letto con te è come dormire abbracciati a una trottola epilettica.
E penso a te mentre balliamo e penso che sarebbe bello se ci fossi anche tu, anche se non avresti ballato ma avresti scattato una marea di foto, - o magari nemmeno - ma sarebbe stato bello comunque. Un modo bello per conoscersi, credo.
Ho fatto più chilometri in queste due settimane che negli ultimi anni. Avremmo dovuto capirlo tempo fa che era finita; sarebbe stato meglio per tutti.

E mi chiedi che penso di fare e l'unica risposta che posso darti è che penso ad essere felice.
Tu felice non sei per niente ma cambiare ti fa paura in questo momento. Hai solo bisogno di tempo. Ce la fai sempre, alla fine.
Ti chiamano per dirti che il tipo di tua sorella le ha sfasciato la casa. Ci accendiamo le sigarette in stereo sperando di fumare via tutta sta merda.

VeraLiberta
VeraLibertà nasce a Milano ma, ben presto, scappa in cerca del mare. Scrive, da sempre, su tutto quello che le capita a tiro: fogli, scontrini, muri, a volte anche sulle proprie mani. Quando non scrive, scatta fotografie, legge o dorme. Ha una vera e propria cotta per gli haiku giapponesi e per la poesia contemporanea. Da grande vuole fare il pirata. Ha pubblicato due libri di poesie: "Le stelle dono andate tutte al cinema" e "Biologica al 97%". Fa parte di Nucleo Negazioni.

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4 Commenti

  1. com’è che siamo arri­vati al punto in cui ci fa paura inna­mo­rarci di qual­cuno men­tre non ce ne fa lavo­rare senza la 626? ...Già...

  2. chissà perché l'amore mette più paura.
    e ci dimentichiamo cosa sia la felicità


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