Più schiacciava sull'acceleratore, più macinava chilometri, più sentiva di allontanarsi, distaccarsi dal suo passato e non solo dal posto dal quale era partito.
Si stava lasciando alle spalle qualcosa di più importante. Per sempre.

Forse avrebbe dovuto fermarsi. Forse sarebbe dovuto tornare indietro, in quel preciso istante.
Invece autonomamente pigiava con maggior convinzione sul gas, allungando e strattonando quel filo che lo teneva ancora legato. Per dargli un taglio netto.
Passato e futuro. E il presente per decidere verso quale direzione correre.
Lui aveva scelto, nonostante i dubbi, le incertezze, forse la paura.

Sì, la paura nel sapere di stare facendo una scelta importante, di cambiare radicalmente la sua vita, demolendo gli immediati progetti e piani futuri.
Colpo di scena! La sua storia non sarebbe proseguita come aveva immaginato, idealizzato fino quasi a divenire un obbligatorio percorso da seguire...

No! tutto stava cambiando in quel viaggio veloce attraverso l'Europa.
Lo stava guidando l'istinto. Lo stava guidando la sensazione, forte, che provava dentro. E nel corso degli anni aveva imparato ad ascoltare le proprie sensazioni.

Non era successo niente, non ancora, eppure dentro era convinto che aveva, ormai, già voltato pagina.
Quel "Ti amo" che gli aveva detto sulla porta di casa quella mattina mentre la salutava, continuava a risuonare dentro di lui come "addio".

Non se lo poteva spiegare, eppure era così.
Ebbe un'incertezza, un tentennamento: tornare indietro per convincerla a restare?
No , la scelta la avevano già fatta, forse da tempo. Sarebbe stato stupido continuare. Come sapeva che sarebbe stata stupida la causa che quella volta li avrebbe separati per sempre.
Il destino? Il fato? E loro che non potevano farci niente, doveva andare così...

Quella volta decise di lasciar correre gli eventi, di non fare nulla per fermare e cambiare un presente che sapeva già di passato.
No, il suo presente sarebbe stato il suo futuro, direzione verso la quale adesso stava correndo.
Il suo futuro era in fondo all'autostrada. Alla fine del viaggio.
Lei era già un ricordo. Anche se faceva già male.

Spinse ancora a fondo sul gas. Si immerse nella notte sparato come un missile.
Era lui a guidare la sua vita. Era lui a decidere.
E decise che l'alba gli avrebbe regalato una nuova esistenza. E un ricordo bellissimo da portare con sé...

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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14 Commenti

  1. a volte non c'è bisogno di macinare chilometri ... basta immergersi in una realtà diversa... entrare in una casa sconosciuta, in un carcere, in un'ospedale.... si esce dalle dimensioni del consueto... come in doppio sogno ...e NIENTE E' PIU' COME PRIMA !!!!
    http://www.youtube.com/watch?v=2VJozwdzO2g

  2. Sono d'accordo con Noria, a volte basta cambiare il punto di vista... avolte c'è bisogno di fare delle scelte non riuscendo a fare altro...

    • rispondo qui a tutte e due.
      il viaggio non è la soluzione, ma può essere una scusa...o qualosa che aiuta per allontanarsi dalla quotidianeità e poter contemplare, come dite voi, la vita da un altro punto di vista.
      il viaggio poi potrebbe anche essere mentale, non per forza fisico, magari indotto da nuove e diverse esperienze...

  3. io presi un aereo e me ne andai in Australia... sentivo che era necessario riprendere in mano la mia vita e allontanarmi da tuuto era il modo che conoscevo per rimettermi in discussione per allontanarmi dai compromessi che fino a quel momento avevano fatto parte della mia vita.

    • anche io abbandonai tutto, ma non servì anulla perche non ero aprtito mentalmente e restavo aggrappato al passato
      il viaggio deve essere una condizione mentale prima di tutto
      il personaggio del racconto ha avuto la fortuna di intraprendere un viaggio, di staccare dal suo passato ...
      forse perche il viaggio non è a caso (nulla lo è), puo scegliere...e sceglie di correre verso il futuro :))

  4. ...anche io in partenza! era già tutto prestabilito da mesi ma ora ci sta proprio a pennello! Da lunedì per un mese dall'altra parte del mondo. Forse mi si ricarica pure l'ispirazione. Di visioni sicuramente faccio il pieno. Mi mancherete comunque! eh eh

    • l'idea dell'altra parte del mondo è già un pieno di ispirazione... aspettiamo che torni con lo zaino pieno di avventure da raccontare...

  5. claro, ...se torno! eh eh

  6. condivido l'idea che il viaggio debba essere anzitutto interiore, come dici tu "una condizione mentale", altrimenti il rischio è di trovare gli stessi problemi e nodi non sciolti al proprio ritorno...ma ti dirò...spesso partire fisicamente da un luogo mi ha aiutato, se non altro a distrarre la mia mente...in un periodo un po' particolare come quello presente mi capita spesso di prendere e partire con la mia machine verso una meta non precisata...in corpo solo la voglia di evadere, uscire di casa e pigiare il pedale dell'acceleratore su una strada tutta dritta senza incontrare ostacoli ed intoppi ( una volta tanto...a parte gli autovelox 😉 )...ascoltando la mia musica preferita...mi spiace se non sono chiara ma non è facile spiegare la sensazione che provo.

    • Ti capisco benissimo, Maria, è anche la mia via di fuga, dai Tempi del primo motorino prima alla prima macchina.
      Ed è qualcosa che faccio spesso anche adesso: come tu dici, montare in macchina, la mia musica per pensare, e centinaia e centinaia di chilometri da percorrere, senza meta, senza senso forse
      ma aiuta a staccare la spina, almeno per un po...

      • Esattamente....almeno per un po'....
        Ho letto sul tuo blog Quadri...mi è piaciuta moltissimo...con delicatezza di immagini esprime una filosofia di vita che sarebbe bene applicare, anche se non sempre ci si riesce.

        • Grazie Maria 🙂
          beh, per rimanere in tema, magari prendere una macchina è un modo anche per ricordare il passato, ammiraro scorrere fuori dai finestrini, e lasciarselo alle spalle quando si spegne il motore... come didi tu forse non è facile, ma con dei trucchi possiamo aiutarci

  7. all'alba sarebbe arrivato alla bonfica...?
    (comunque "ti amo" ha innumerevoli significati. e' il jolly della comunicazione. puoi dire "ti amo" e intendere "passami il tonno col pepe" e nessuno si scandalizza)

    • su questo non c'è dubbio....


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