L'alba degli zombie

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

Il passo barcollante, i vestiti laceri, la carne marcescente per la decomposizione, e dentro un unico desiderio: la carne umana. Questa è l’immagine, stereotipata, dello zombie post-moderno che dal 1968, grazie a Romero, è divenuto una delle icone più gettonate del cinema horror. Una figura talmente affascinante che la Marvel comics creò una miniserie con i supereroi zombificati. Una delle esperienze di fumetti stile creepy nostrane dei primi anni ’80 si chiamava appunto “Zombi” Il serial “Medium” ha dedicato l’episodio n. 6 della sesta stagione, Mordimi, proprio a La notte dei morti viventi. Per non parlare poi dei vari “cugini” cinematografici da essi derivati, quali i contaminati/infetti de La città verrà distrutta all’alba (sempre di Romero), Incubo sulla città contaminata, la saga dei “28” cominciata da Boyle, e gli indemoniati di “REC” senza tralasciare i nostrani Demoni di Lamberto Bava. Un film di confine tra lo zombie-movie e il cannibal-movie è Apocalypse Domani, unica esperienza gore di Antonio Margheriti che ci parla di un’infezione antropofaga. E la lista potrebbe continuare ancora a lungo.

E se già il 2010 aveva presentato pellicole e testi dedicate ai morti viventi, il biennio 2011-2012 si prospetta assai più pingue in questo senso. Proponendo l’interessantissimo saggio L’alba degli zombie - Voci dall’Apocalisse: il Cinema di George Romero, la casa editrice Gargoyle non poteva dimostrarsi sorda sull’argomento. Si tratta di un volume scritto a sei mani, quelle di Danilo Arona, Giuliano Santoro e Selene Pascarella, ma forse sarebbe meglio dire otto mani, visti i contributi di Paolo Zelati sia per quanto riguarda l’introduzione (“Dal Bronx a Pittsburgh”) sia per l’appendice finale, che consiste proprio in un’intervista al grande regista newyorkese! La Gargoyle ha già edito altri saggi come quelli di storia e critica del cinema del duo Pezzini&Tintori, la cui opera prima The Dark Screen è stato adottato all’Università Gabriele d’Annunzio di Pescara-Chieti, e quello a sfondo demo-antropologico, di Emilio de’ Rosignoli.

Comunque L’alba degli zombie è un libro articolato perché si snoda sia sulle tematiche di storia e critica cinematografica, sia su quelle sociologiche, demo-etno-antropologiche, nonché politico-filosofiche. La prima parte, quella di Arona, ripercorre la storia della Dead Saga di Romero, non solo da un’angolazione tecnica – attraverso le sinossi delle pellicole e il relativo commento critico –, ma anche dal punto di vista personale, ossia attraverso il racconto di quella che è stata l’esperienza della visione di questi film da parte dello stesso Arona, quindi una cronaca quasi a sfondo diaristico e intimista. Il saggio di Santoro punta più sugli aspetti politici e filosofici, nonché di denuncia, della figura dello zombie. Un’indagine approfondita che si addentra in sentieri finora mai battuti. Infine il lavoro di Pascarella punta più sul lato sociale e di tendenza con dei tratti di profonda sensibilità.

Questo saggio è una sorta di autopsia dello zombie, dove la figura del redivivo viene sviscerata in ogni sua parte mostrandone tutti i suoi lati, sociali, politici, antropologici e morali. Un  testo che non lascerà indifferenti per le tematiche affrontate, la cui lettura comporterà un’impossibilità a non schierarsi pro o contro quanto viene in esso affermato. Ergo un libro che farà pensare. Dopotutto Thomas Mann scrisse: «In ogni discorso intellettuale è latente la politica». Ma per capire alcune cose, lascio la parola a uno degli autori Danilo Arona.

D: Dagli zombie vodoo (a significare lo sfruttamento capitalistico dei lavoratori) a quelli romeriani (la denuncia del consumismo materialistico-edonista), possiamo definire lo zombie una figura di critica sociale?

R: Lo zombie di Romero nasce nel ’68. Hai voglia che non riesca a richiamare quel che c’era nell’aria in un momento del genere. In più, rispetto all’antenato di Haiti (sfruttatissimo e manco pagato...), è cannibale; mangia il suo simile “vivo”, molto al di là del vampirismo. Ed è inevitabile che questa sua caratteristica, in anni in cui il cinema esprimeva con molta più convinzione di oggi istanze sociali che si muovevano tra richiami antropologici e metafore aggressive, abbia per così dire fatto presa sul pubblico. Chi ha memoria e (purtroppo...) l’anagrafe dalla sua, ricorda che proprio il cannibalismo attraversava come spot molto cinema trans-genere, da Arrabal, Jodorowsky, Ferreri... e va da sé l’horror. Ma il ’68 è passato e a cicli, distanziati quanto irregolari, ogni film della Dead Saga fa riferimento ai problemi della propria epoca. Come dichiara Romero nell’intervista finale a Paolo Zelati, ogni film riflette il suo periodo storico: il primo il Vietnam; il secondo il consumismo, a cui si accenna nella domanda, ma anche la nascita del terrorismo su scala planetaria; il terzo il reaganesimo e le sue controindicazioni; il quarto – che arriva dopo un ventennio – il post-11 settembre e l’esportazione della democrazia alla Bush. Con gli ultimi due siamo proprio in fondo al barile, come se Romero stesso si aspettasse da un momento all’altro l’Apocalisse dei Maya. Che voglio dire? Che gli zombie, al cinema, sono una spia del nostro stato di salute, psichico e sociale. Io sono un grande ottimista e non voglio abbandonarmi alla retorica del peggio. Purtroppo il cannibalismo sociale è uno sport alquanto praticato e il cinema horror con i suoi mezzi lo ricorda.

TITOLO: "L'alba degli zombie - Voci dall'Apocalisse: il Cinema di George Romero"

EDITORE: Gargoyle Books

AUTORE: D. Arona, G. Santoro, S. Pascarella

PAG: 258

PREZZO: € 17,00

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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1 Commento

  1. Domani mi arriva "il Battello del delirio" della Gargoyle,non vedo l'ora di leggerlo!!!


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