Al quarto giorno...

Poesie Laura Bertolini

 

 

Immaginando che esista un dio,

supponendo che si occupi di questo,

deve essersi trafitto un occhio

se, in questo planetario uovo,

ha messo tutta questa fame all’uomo

e anche alla donna, sdentata, dico io,

che oggi ho incontrato per la strada.

Assumendo che a dio piaccia il travestimento,

si dev’essere infilato il mio vestito,

cucinato la mia pasta al pomodoro

e, con le scarpe da ginnastica, sia uscito.

Ipotizzando che comandi il caso,

il semaforo ha spento, impedito la traversata

così, lesta, la donna scantucciata a me s’è avvicinata.

“Quattro giorni che non mangio”, ha detto.

Non che questo mi dia prova di quel dio,

ma mentre mi sedevo a terra insieme a lei,

offrendole la mia pasta al pomodoro,

passandole il mio piatto, con la mia forchetta,

sono l’occhio che ci vede, mi son detta.

 

Laura Bertolini
Laura Bertolini
(Cerca i miei libri su Amazon: Laura Bertolini "I colori dentro" e "Extreme Fishing")Laura nasce a Cecina il 15 Gennaio 1978.Scrive le prime poesie all'età di 8 anni, sorprendendo gli adulti per la sua precoce vocazione letteraria e per la straordinaria facoltà di percepire il colore di tutto ciò che la circonda. "Mi sono autodefinita un'attivista poetica perché mi piace usare la poesia per far riflettere le persone, per animare i sentimenti, tradurre in parole ciò che vedo con i miei occhi, o come mezzo di denuncia.L'elemento della Natura, nelle sue colorate manifestazioni, con i suoi odori, si mescola all'umano in quanto essenza primordiale, forza generatrice e rigeneratrice. Si presenta spesso nei miei versi perché ho radici che affondano completamente negli elementi naturali. Io sono figlia del mare, della valle, della montagna. Da bambina ascoltavo la voce degli alberi e del vento. Questa è la mia essenza.La forza motrice che mi permette di organizzare incontri di reading con il pubblico, e che mi manda avanti come artista, è data dalle persone stesse che comprano i libri, che mi raccontano le proprie storie di vita e condividono con me le emozioni.Vivo in America ma non sento di appartenervi e mi sento un po' come in esilio, dove la poesia diventa studio e impegno meticoloso, oltre che resistenza di un'identità veramente mia."

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2 Commenti

  1. Anche se fosse un Dio monocolo(non credo di dire una bestemmia in questo caso)mi contenterei...purchè SIA!Tutti abbiamo bisogno di un Dio...fin dagli albori dell'Umanità abbiamo questa "esigenza pressante" che è in noi connaturata.Poi che la presenza di Dio serva a dare un senso a ciò che siamo e ciò che facciamo poco importa secondo me.E' quell'istinto,quell'anelito che ci fa buttare il cuore oltre l'ostacolo...oppure è "la nostra disperata solitudine",la nostra "pazzia" congenita che ci fa cercare Lui...io non so...ma se in ogni filo d'erba,animale,essere vivente o cosa ci volessimo vedere il suo "zampino"...sono convinto che non ci farebbe danno alcuno...nemmeno se ci fossimo sbagliati completamente!Saludos!

  2. Un rotolarsi di emozioni. Un attendere qualcosa di eclatante per poi accorgersi che, il sensazionale, è nascosto nei semplici gesti. Nel semplice stare accanto. Un ritmo incessante, un coltello che entra, una forchettata sulla mano che ti festa dal torpore che affligge tutti quanti. Brava Laura


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