Passato
come quel colpo di vento
che ci ha accarezzato
passato

come il gatto
che appena attraversato
passato
di qui
come la nuvola che non si è fermata
passato

come il tram
aspettato alla fermata
passato

qualcosa che è stato
eppure non si è fermato
passato

come il temporale estivo
che ha allagato tutto
eppure poi si è asciugato
passato

come quel raffreddore
passato

come quel dolore
che eppure non se n’è davvero mai andato
passato

come la voglia
che poi ti ha nauseato
passato

come quel treno
che non ha avvisato
come quell’uragano
che ha distrutto tutto
eppure è finito
passato

come il postino
che ha dimenticato il buongiorno
passato
come il pedone al semaforo
è passato
di qui
o chissà se mi è solo sembrato.

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Karen Lojelo, nasce a Roma il 25 giugno del 1976. Ha pubblicato 'L’amore che non c'è' romanzo 2008), la raccolta di poesie 'Binario 8' e 'l'ebbrezza del disincanto' (romanzo 2012). Nel 2013 è andato in scena uno spettacolo teatrale scritto da lei: Riflessi con la regia di Virginia Pavoncello. Nel 2018 è uscito il romanzo 'Non ti scordar di te' edito da Viola editricee vincitore del premio speciale della giuria al concorso internazionale Montefiore, subito dopo 'Margherita' una raccolta sui generis di racconti e monologhi su questo personaggio immaginario e dedicata alla sensibilità femminile. A novembre 2018 viene pubblicata una nuova edizione indipendente rivisitata e corretta di 'Binario 8', poesie strettamente collegate con i racconti di 'Margherita'. A breve è prevista anche l'uscita di un'antologia di racconti da lei curata con la partecipazione di altri scrittori tra cui nuovi autori e nomi noti. Gestisce un sito multi autore che promuove la scrittura e l’arte in tutte le sue forme //www.wordshelter.it/ Il suo sito personale //www.karenlojelo.it/

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4 Commenti

  1. Forse ti era solo sembrato che passasse qualcuno, mentre invece non è successo mai niente.

    Si...una vita fatta di sensazioni, che all'occhio esterno non dicono nulla, ma dentro di te...

    ...sono tutti i fermo immagine svaniti che ti hanno fatta diventare quello che sei.

    Con o senza parole.

    N.A.

    Ps:

    Cara margherita, ieri sera ho parlato di ws a un direttore editoriale e a un editor di roma incuriositi dai "nuovi scrittori", verranno a visistarlo...con occhio abbastanza attento.

    • ma bene... ne siamo molto contenti.... 🙂

      la vita è fatta di fermi immagine selezionati dalla nostra mente infatti che fanno di noi quello che siamo...

      • A seconda dell'importanza che diamo a quel fermo immagine ovviamente.

        Sarebbe anche possibile lasciar scivolare tutto e non trattenere nulla...

        rullino vuoto della macchina fotografica equivale a bianco totale...vuoto.

        Oppure nero.

  2. mi chiedo se sia meglio lasciar passare tutto senza trattenere nulla. Si rimarrebbe leggeri e si sarebbe in grado di prendere il volo con un colpo di vento? Oppure non si imparerebbe nulla e si perderebbe il senso della vita?


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