Saremmo bruciati nell'estate

Saremmo bruciati nell’estate
me e te assieme
buttandoci in faccia le nostre noie,
sporgendoci, reggendoci sui pensieri dell’altro.

Mi calavo sull’afa, avevamo
stanze strette, letti enormi;
il coraggio e la passione quando scoprivo il suo seno
alle baie di città disperse,
lontane dall’uomo e
da quei suoi vizi di felicità.

Io la accoglievo dalla distanza
miscelando i vari flussi
e sparlando di poesia,
mentre si teneva accanto
che non si sarebbe fatta trovare.

Saremmo bruciati io e lei,
sgualcendo le finestre e le panchine crepate,
dando corpo sostanziale a ciò che
credevamo di meno, illudendoci,
per cani e porci e bandiere
che sfilavano iniziando carnevali indiani
così seccanti a lungo andare.

Parlava di odio come alle masse,
si ricopriva e restava abbastanza
da abbandonarsi in luoghi di erba, cemento e ferro,
sola come messaggi di cellulare
che fai leggere a chi ne capisce:
discutono di credito,
quello finito nelle discoteche mentali
con reginette troie cubi o triangoli
mischiati solo dalla confusione
stereoscopica che sa giudicare i detenuti,
mentre era alla ricerca del torpore
dal casino che cominciava.

Saremmo bruciati nel lasciarci andare,
increspati e sconvolti dalle crisi
personali prima che economiche,
conoscendo il valore ripudiato delle cose
che abbiamo perduto
e non riusciamo a rimpiazzare.
Ma sarebbe rimasta dov'era
a fare tazebao con arabeschi
per affermare il diritto e l'esser donna.

Buttammo la benzina direttamente sulle macchine
dando fuoco a ciò che eravamo e
portammo via le ceneri in vista delle moto
che sfrecciavano verso il niente
che sarebbe venuto incontro
come agli incontri.

Falò sulla spiaggia,
saremmo bruciati nell’estate,
rimpiangendo e chiedendoci di noi stessi.

 

Giuseppe Mastroianni
Giuseppe Mastroianni
Giuseppe Mastroianni è nato il 4 Ottobre 1989 ad Avellino. Dopo la maturità, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche all’università degli studi di Napoli “L’Orientale”, conseguendo la laurea. Amante della storia e delle culture antiche e straniere, ha una naturale inclinazione per la letteratura e per le arti. Negli anni scorsi le sue poesie in lingua straniera sono state scelte per la partecipazione a varie antologie edite in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. I suoi primi componimenti scritti ed editi in lingua italiana sono racchiusi nella sua prima silloge: "Sospiri". In seguito rilascia gratuitamente sul suo sito un poemetto "Tenebre". Attualmente è dedito alla composizione di racconti e del suo primo romanzo "Dove non cantano gli angeli".

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