Il ricordo

Lina Vannini

Lacrimanti faville di goccia sospesa, accese scintille di raggio tagliente, rischiarano muschiata grotta del tempo passato. Rugiadose essenze, stillano petali di ciò che fu; nell’intrico di morte rame, di quel che esser poteva. Struggente coloritura del ricordo – di smorzati toni, fantastico arabesco – in trasparenze di sogno, la vita...

Essenza di primavera nell’aria, penetra il bozzolo di grigio filo, ove riposano, nel sogno di risonanze gelate, i dolci liuti delle mie emozioni; risveglia l’eco vibrante dell’ultimo grido di corda, che si spezza nel silenzio dell’inconoscibile.   Lina Vannini

Vento di tempesta, fruga l’anima mia. Con spade di ghiaccio, rivolta pieghe nascoste, bende di piaghe riposte. Gocce di sangue disperde: lamento di vive ferite. Vento crudo, sibilante, Spenge la voce del mio tormento. Nuda, davanti a te, dolorante mi scopro. Lina Vannini