Indagando su I Fiumi di Londra

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi


Siamo sinceri, Londra è location ideale per tutte le ghost story o i racconti di ambientazione gotica e misteriosa. Con la sua nebbia, i suoi vicoli scuri, i suoi monumenti maestosi ma al contempo austeri e tristi e, soprattutto, il suo fiume, il Tamigi memoria storica della città e custode dei suoi mille segreti. Come il nostro Tevere anche il fiume londinese in passato fu oggetto di culto e venerazione per gli abitanti primitivi. Trascurato per anni oggi vive una nuova giovinezza grazie ad un’efficiente operazione di recupero che ha consentito, addirittura, ai cavallucci marini, simbolo delle acque pulite, di rinseidiarsi nei suoi fondali.

Ed è giocando sull’ambientazione gotica e i miti fluviali che si sviluppa il libro di Ben Aaronovitch, I Fiumi di Londra, primo di una trilogia che ha per protagonista il detective mago Peter Grant, edito dalla Fanucci.

Sembrerebbe una serata come le altre per il giovane Peter Grant, aspirante agente di polizia, figlio del nuovo proletariato londinese con una madre immigrata della Sierra Leone e con un padre musicista ma tossicodipente, finché non s’imbatte in uno strano caso di omicidio. Un tizio viene decapitato, senza un motivo apparente, da un tizio quanto mai strano. A fornirgli questa testimonianza è Nicholas Wallpenny uno strano individuo estremamente loquace ma decisamente morto! Peter nonostante si renda conto dell’assurdità dei fatti, viene anche canzonato dalla sua amica e collega Leslie May, verso cui nutre una profonda attrazione, è inspiegabilmente intenzionato a portare a termine quest’indagine. La sua caparbietà gli farà incontrare l’enigmatico ispettore Thomas Nightingale, ultimo mago d’Inghilterra, capo di un’unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale.


Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Pertanto diviene l’allievo di Nightingale e si trasferisce al Castello il quartier generale della polizia magica. Qui fa la conoscenza dell’affascinante, quanto inquietante, Molly cameriera tuttofare asiatica completamente muta. Mentre Peter si allena con sfere magiche e telecinesi, sembra che a Londra sia scoppiata un’epidemia di violenza, gente sino ad allora irreprensibile e dalla vita tranquilla si trasforma o in spietati assassini o aggressori quanto mai pericolosi.

Durante il suo noviziato il giovane mago capirà meglio i sottili rapporti che intercorrono all’interno della polizia londinese, tra quella ufficiale e quella segreta, farà amicizia anche con l’anatomopatologo il brillante dott. Walid. Peter si renderà conto che il mondo che ha conosciuto sinora era solo parziale dietro la modernità e le luci del progresso c’è una grande zona d’ombra fatta di antichi riti, creature oscure e spazi ignoti.

Oltre all’indagine per omicidio i due maghi si troveranno in mezzo ad una faida tra le due principali divinità fluviali della città Padre Tamigi e Madre Tamigi, con tutti i loro affluenti-figli (da qui il titolo del libro) ben decisi a rimarcare il territorio.

Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l’ordine nel caos che domina Londra. Però il male è subdolo ha radici antiche ed è più vicino di quel che si crede.

Aaronovitch mette insieme tutto, poliziesco, fantasy, gotico e horror, la descrizione degli omicidi e delle autopsie sono
del miglior gore letterario. Il libro viene definito urban fantasy anche se io preferisco usare il termine gothic crime. Inoltre il suo ritmo è da fiction sembra un insieme de L’ispettore Barnarby, X- Files e Supernatural. L’autore descrive ampiamente la città di Londra con i suoi usi e costumi, anche con digressioni storiche, da uno spaccato perfetto degli strati più popolari della cittadinanza e ci illustre la vita all’interno delle forze dell’ordine inglese.

Solo una critica muovo, il modo in cui descrive noi italiani: nel romanzo compaiono due napoletani secondo lo stereotipo del “mangiaspaghetti, piccolo delinquente e parassita”. Però da un popolo che ha inventato “la caccia all’italiano” cosa possiamo aspettarci?

 

TITOLO: I Fiumi di Londra

EDITORE: Fanucci

AUTORE: Ben Aaronovitch

PREZZO: € 9,90

PAG: 352

ANNO: 2012

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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