Letture a SensoInverso

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

Ho già detto quanto ami la piccola e giovane editoria nostrana? Quella che può essere definita indipendente o alternativa? Quella che pubblica giovani scrittori italiani esordienti? Quella che sfida le lobby della carta stampata? Credo mai abbastanza! In questo vitale e simpatico sottobosco da alcuni mesi mi diletto con le Edizioni SensoInverso di cui propongo due letture interessanti e diverse per genere. Il primo è un giallo di Bruno Lotti, Il dubbio del Maresciallo Ambrosi (pag 78 € 11,00), e l’altro è un fantasy di Elena Ungini L’Eletta (pag 225 € 11).

 

Il dubbio del Maresciallo Ambrosi finalmente mostra un ufficiale dell’Arma diverso da quello televisivo in cui un qualsiasi Parroco di provincia con qualche illuminazione lo batte sul tempo! E’ un omicidio insolito quello che si presenta al nostro Maresciallo, un insegnate di educazione fisica di un liceo classico viene trovato morto incaprettato nel suo appartamento dalla ex moglie. Lo stile sembrerebbe quello delle esecuzioni mafiose ma indagando sulla vita personale del defunto non emerge nulla in tal senso. Era un uomo molto duro, autoritario, quasi manesco ma dalla fedina penale linda. Dopo poco viene assassinato anche un sindacalista di una conceria in maniera orribile, e meno di ventiquattrore dopo anche un noto architetto viene ucciso seppellito vivo.

Ambrosi si trova di fronte ad un caso quanto mai complicato tre persone diversissime tra loro, per lavoro, estrazione sociale, idee politiche eppure legate da un particolare: il carattere violento, prevaricatore, autoritario. E si fa strada nella mente del carabiniere che la mano sia sempre la stessa ma con un solo dubbio: perché?

Un’intuizione lo porta finalmente a trovare un trait d’union tra i morti: un passato comune fatto di angherie e bullismo, un gesto orribile da cui scaturisce un odio implacabile. Ambrosi si rende conto che l’indagine è di là dall’essere terminata ed inizia una partita a scacchi con l’assassino che si dimostra un vero e proprio uomo ombra.

Quello di Lotti è un giallo intenso, coinvolgente, ma soprattutto è un’attenta analisi sociologica al fenomeno sempre più frequente ed inquietante del bullismo. Toccante lo sfogo del preside del liceo sulla missione tradita della scuola. Noi lettori rimaniamo con un dubbio: ma tra assassino e vittima infine chi era il vero carnefice?

 

L’Eletta inizia già con una peculiarità per i romanzi fantasy ossia l’elfo perseguitato, l’elfo considerato inferiore e costretto all’esilio. Di norma l’efebico essere con le orecchie appunto oltre per la sua algidità è noto per una sorta di razzismo strisciante verso le altre razze in particolar modo per orchi, nani e halfing. La Ungini, invece, nel suo prologo ci parla di una guerra nel nostro mondo tra umani ed elfi, in cui quest’ultimi, considerati inferiori, sono costretti alla fuga su un altro pianeta Elphus Primo. Ma anche qui la pace è lungi dall’essere raggiunta, gli Emphis, razza autoctona e umanoide, non amano invasioni di alcun genere ed è subito guerra. Conflitto dal quale i nativi risultano sconfitti e confinati nella parte estrema e più inospitale del pianeta, privati anche delle loro creature mostruose divise da un muro di fiamme.

Giorni nostri pianeta Terra, Italia città di Cremona, qui vive Sara una sedicenne come tante tra amori non ricambiati, confidenze con le amiche del cuore, problemi scolastici, uscite con gli amici e sogni da realizzare. Il primo giorno di scuola conosce anche un nuovo compagno di classe il bel tenebroso Luan. Adorato da tutte le sue amiche Sara si trova divisa tra una forte attrazione e un senso di inquietudine. Infatti lei fin da piccola aveva un dono particolare quasi un veggenza nei confronti delle persone. Questo perché in realtà sarà è l’Eletta, una dei discendenti degli elfi sulla terra, la sola che possieda la capacità di proteggere la Barriera con la quale gli Elfi tengono lontani i terribili Emphis.

Solo che il vecchio Eletto sta morendo e deve passarle il testimone, ma anche il capo degli Emphis è a conoscenza della sua esistenza ed ha sguinzagliato sul nostro pianeta un gruppo di suoi fidi emissari. Intanto su Elphus Primo facciamo la conoscenza di Crisp, adolescente elfico, che si prepara per iniziare il nuovo anno scolastico nella scuola magica per Elfi, assieme agli amici di sempre Tudor e Most. Crisp vive nel mito di suo nonno Alcor un eroe elfico, uno dei vecchi Custodi dell’Eletto, che secoli addietro aveva sconfitto il leader degli Emphis Rotzmund, e sogna di divenire anche lui un Custode. La sua storia si intreccerà con quella di Sara e a lui ad ai suoi amici spetterà il compito di difendere l’Eletta dalle trame degli Emphis.

L’Eletta non può essere definito solo un fantasy poiché in esso ci sono componenti fantascientifici, da spy story ed inoltre ci mostra il lato sentimentale giovanilistico. Quest’ultimo è interessante e ben fatto lontanissimo dalle porcate di Moccia. Ma c’è di più in esso si può leggere il conflitto arabo-israeliano, in cui gli Elfi sono i giudei, prima perseguitati, poi in cerca della Terra Promessa, e da ultimo occupanti e oppressori, gli Emphis sono i palestinesi, di dura cervice, ostinati e alle volte estremisti.

Vito Tripi
Vito Tripi

Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”

Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”

Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.it

Cura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”

Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”

Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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1 Commento

  1. Grazie per la recensione. Ai palestinesi non ci avevo pensato! Ciao, Elena Ungini.


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