Le parole parlano. Le parole raccontano.
Le parole dicono forse solo quello che vogliamo sentirci dire, quello che vogliamo credere o sperare.
Sono vive, malleabili. Dalla nostra penna, dalla nostra voce, dalla chiave di interpretazione della nostra coscienza.
Le parole sono vive, pulsanti.
Si muovono nella direzione che vogliamo noi. Diamo loro un senso, un significato. Preciso e limitato.

Le parole ascoltate, quelle dette. Effimere e fluttuanti, sospese a mezz'aria.
Cambiano significato in base al ricordo che abbiamo di esse. E la memoria si modella, cambia, costruisce e modifica le sintassi in base al significato che abbiamo deciso di dargli.
Circolo chiuso che crea stati d'animo, sensazioni e sentimenti. Situazioni indipendenti, più o meno vicino alla realtà delle cose.

Cosa volevano dire veramente quelle parole? Erano loro?
Le abbiamo cambiate? Ricordiamo tutto?

Le parole scritte invece...
Indelebile nero su bianco. Incancellabili e solide costruzioni, non si possono abbattere.
Restano li, per essere lette e rilette.
Capirne il senso, possiamo veramente ?
La chiave di lettura posseduta gelosamente nell'anima di ognuno di noi. I propri stati d'animo, le proprie vertiginose esperienze.
Le parole sono li, restano ferme nel tempo e nello spazio delle frasi loro concesse.
Raccontare il tutto e il niente...
Dove sta la verità? Cosa vogliono dire veramente?

Domande di parole, utopia qualunque formula di risposta

Intanto...
Io scrivo e scriverò. Parole.
Forse una lama a picco sulla testa di me scrittore.
Forse le mie confessioni più segrete, per lasciare il lettore libero di condannarmi....

Manuel Chiacchiararelli

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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3 Commenti

  1. Intano tu continua a scrivere parole ... perche io continuero a leggerti nel tempo. Senza condannarti mai per queste tue meravigliose parole ...

    • grazie Marion, guarda che ti prendo come groupie eh? :))
      non mi condanno affatto per lo scrivere, a volte possono essere gli altri a farlo in base a quello che vogliono credere
      ma fa parte del gioco...

  2. Le parole, l'espressione, eleva e rende simili agli dei.
    Non sono un semplice suono o codice scritto. Sono chiavi per aprire un cancello che s'affaccia nel vuoto.
    Ciao.


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