Ciao...

Aveva mandato il suo SOS ma nessuno lo aveva ricevuto. Ci aveva provato, ma nessuno lo aveva capito.

Pierino e il lupo forse e una situazione per certi versi paradossale.

D'altronde neanche lui sapeva bene che aiuto stava cercando. Solo allora lo aveva capito, quando ormai era troppo tardi e non c'era nessuna via di ritorno, almeno per il momento.

Lo avevano preso per pazzo: i suoi stessi familiari, la donna che amava, i suoi amici. Un pazzo ad inseguire un'utopia, un sogno che molti hanno ma che nessuno, o pochi, vogliono neanche lontanamente cercare di realizzare.

Mollare tutto per andare, zaino in spalla, in mezzo al niente, in mezzo alla natura, lontano da tutto e tutti.

Perché? Si erano chiesti gli altri... perché si ostinava a sognare nonostante l'età, perché si ostinava a combattere il mondo invece di imparare a convivere in pace con esso perché tanto non c'era altra soluzione…

E quanti discorsi si era dovuto subire, quante prediche, quante retoriche. Quella più ricorrente ultimamente era che il film "into the wild" lo aveva definitivamente rovinato.

Forse sì, o forse aveva solo amplificato quello che dentro sentiva da sempre, da molto prima di venire a conoscenza della storia di Christopher McCandless e Alex Supertramp.

Ma soltanto adesso, anche lui, forse si rendeva conto del vero motivo...

Restava a guardare quel pullman lontano correre lasciandosi dietro una scia polverosa che si alzava contro l'orizzonte.

La ruta 40 era  un serpente che si snodava nella vasta pianura. Ne aveva fatta di strada a piedi, ore di cammino quando le distanze non sono le stesse a cui i nostri occhi sono abituati. Lì era tutto più grande…

Aveva dovuto litigare con l'autista ma alla fine era riuscito a farsi lasciare in mezzo al nulla.

Le ultimi propaggini della steppa patagonica lottavano con le prime alture, anche se le cime andine erano ancora lontane.

Avrebbe passato la notte lì, anche se era ancora pieno giorno. Ma aveva bisogno di abituarsi ai grandi spazi, ed avere, anche se lontana, quella strada a riportarlo alla realtà delle cose: lo avrebbe fatto sentire bene, e magari qualche macchina nella notte, qualche rumore e luce ad interrompere il buio e silenzio assoluto per non sentirsi già del tutto solo…

Si mise a sedere, sulla terra brulla e grigia,  tra le rarefatte macchie di erba ingiallita.

Provò a sentire il rumore del pullman lontano, ma il vento doveva soffiare nella direzione contraria e lasciava solo un imperioso silenzio a sovrastare la scena.

Un brivido e lacrime agli occhi per quello che gli si parava di fronte, e per la sensazione di lasciarsi trasportare dall’avventura.

Adesso, finalmente, il momento era arrivato…

Inconsapevolezza, forse incoscienza nel buttarsi così in un mondo che non conosceva affatto, anche se lo amava proprio per questo. Senso di infinito, di sconfinato, un riparo tranquillo se si vuole scappare da tutto, da se stesso, dalla vita.

Seduto a fumarsi una sigaretta, guardava da dove veniva. Alle spalle i posti dove sarebbe andato e che non conosceva minimamente.

E verso quell'ignoto, quegli imprevisti, domani mattina si sarebbe incamminato. Con poca esperienza e uno zaino pieno di utopie e di sogni oltre la valida attrezzatura necessaria.

Ma soprattutto a spingerlo verso quell’orizzonte era la voglia di mettersi alla prova e di sentirsi vivo se mai avesse dovuto essere vicino alla morte. Da domani mangiare, dormire, resistere al caldo e al freddo, alle tempeste, al vento, sarebbero diventati i suoi scopi principali.

Restare in vita sentendosi vivo, invece di vegetare come aveva fatto fino a quel momento della sua vita.

Perché magari sarebbe anche morto, ma lo avrebbe fatto cercando di restare in vita e non come prima, nella sua adagiata esistenza, mentre stava morendo poco a poco …

Spense sorridendo l’ultima sigaretta. Da quel momento aveva smesso di fumare.

Si tolse l’orologio e lo colpì violentemente con una pietra. Da quell’istante il tempo non aveva  più alcuna importanza...

Si distese in attesa di lasciarsi addormentare.  Il  cielo della Patagonia si colorava di tutta l’immensità che i suoi pensieri, le sue emozioni, potevano contenere.

All’indomani, scollinando, il suo passato  e tutto quello a cui era abituato sarebbero stati solo un ricordo...

into the wild !!!

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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3 Commenti

  1. la sana pazzia che ci riporta... into the wild... eh già...

  2. Auguri Manuel!!!!


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