"Cuore barocco"

Poesie Massimo Triolo

Vieni a visitare quest’anima irrequieta,

carezza il nero guanto di sfida

con cui ho schiaffeggiato

la mia parte di vita.

Nelle fauci oscure e profonde

della notte punteggiata di liquide stelle,

vieni a suggere il mio robusto vino

e a cancellare il sangue

da questo angolo claustrato

che cannibalizza la mia pazienza.

Mentre i tuoi baci mi scendono la fronte

e il ticchettare arcigno della vecchia pendola

accora ogni singolo istante,

goccia a goccia, il cielo gonfio ed elettrico,

suscita odore di terra bagnata;

ma l’afa perdura,

e fa, degli abiti, pelle su pelle.

Visita il cerchio perfetto del mio cuore,

che dal suo si diparte e al suo torna risolto

in asintotici compimenti di dialettiche affettive;

con ragioni sue segrete

che non chiedono il permesso,

non si mettono belletti, non s’inventano pose,

e tremano di luce sempre più in là

di dove ho sguinzagliato il mio ferino diniego –

nel punto esatto del termine della sua cattività,

nel punto esatto in cui si intersecano

menzogna e verità senza torto,

torto e ragione senza menzogna.

Nel gergo barocco di questo selvatico cuore,

spontaneo come un’edera,

aspro come scoglio,

declinato in nevrotiche forme dialogiche

cangianti come nuvole che in cielo veleggino.

Massimo Triolo

Massimo Triolo
"Meglio regnare all'Inferno,che servire in Paradiso"

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