E così lui rideva…rideva e quel suono tanto amato le entrava dentro tutto,
e lei se lo prendeva tutto, era come il sole che asciugava la pioggia…
quello che lei desiderava da tanto, come un’assetata.
E le sue mani lontane la racchiudevano tutta, e le davano pace.

Rideva, e lei ascoltandolo si sentiva come un prato di papaveri felici
su cui correva con le gambette nude da bambina,
in quel tempo in cui ancora non le avevano fatto del male,
senza sapere cos’è la paura…col cuore libero più dell’azzurro che le era sopra.

Lui rideva, e lei era felice della sua gioia,
e che esistesse al mondo il suo respiro,
più caldo di un camino, più fresco dell’acqua limpida,
e grata alla vita.

E lei era un oceano d’amore,
e lui avrebbe potuto navigare anni su di lei con la sua vela bianca
ma ancora avrebbe trovato in lei amore da scoprire,
da bere, da riconoscere, da prendere, da inventare.

Lei era il suo spazio, una tela bianca col suo pittore,
e lui poteva riempirla di tutti i suoi colori, persino del suo buio,
così si sentiva di fronte a quell’uomo, anche se non sapeva forse dirglielo mai.
Per pudore, forse…o per rispetto.

Perché le cose troppo grandi le parole non le possono contenere forse,
o perché c’è una musica che le supera tutte,
ed è quella di quando il nostro cuore finalmente si apre
alla semplice verità che è in noi.

S’era voltata solo un attimo, un attimo appena,
a guardare quei paletti lontani, arrugginiti oramai,
che lei aveva abbandonato…
quei paletti fatti di paura e di ferite nascoste,
i lacci d’acciaio finto di chi le aveva soffocato l’anima,
di chi le aveva incastrato quelle gambette libere da bambina,
e che erano ora le sue cosce morbide di donna innamorata,
quei paletti odiosi che aveva sempre più detestato
e che aveva lasciato pezzetto per pezzetto anche ferendosi a volte pur di liberarsene,
ogni volta che il richiamo d’andare verso il cuore di quell’uomo
era stato impossibile non ascoltare,
talmente era possente in lei, e vivo, vivo più d’ ogni cosa al mondo.

Li aveva guardati come si guardano certi fantasmi, a volte,
con coraggio, e consapevolezza.

E sapeva che non avrebbero mai più
fatto parte di lei.

Elena Condemi

(A F.)

Elena Condemi
Elena Condemi
So solo che mi emozionai incontrando per caso un'Olivetti a casa di mia nonna, e non riuscii a lasciarla più. Pareva conoscermi meglio di chiunque altro. E la conservo tutt'ora, proprio come si fa con la propria vecchia e fedele bambola, con la stessa tenerezza..."Lo sviluppo dell'anima è come una poesia perfetta: ha un'idea infinita che una volta realizzata rende ogni movimento pieno di significato e di gioia." Tagore"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura." Alda Merini"Non ho scritto secondo ragione, Né per fuggire un destino oscuro, Ma per sedurre le stagioni E piacere all’ineffabile azzurro,E per possedere ogni giorno, Senza smarrimento, senza rimorso, E sino al momento della mia morte,Dei diritti infiniti sull’amore..."Anna De Noailles

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