Su una vespa gialla parte La marcia di Radeschi

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi


Nel gennaio 2006 nelle librerie di tutta Italia uscì un libro intitolato Blue Tango, a firma di Paolo Roversi, che aveva il giornalista-hacker meneghino Enrico Radeschi, in sella alla sua vespa gialla del’74, come protagonista. Nell’arco di pochi mesi Blue Tango, spopolò contando non si sa quante ristampe in poco tempo. Da allora Radeschi ha conquistato molti lettori e con lui i suoi comprimari il vicequestore Loris Sebastiani e il collaboratore Fuster. Adesso la Mursia pubblica La marcia di Radeschi, una piccola raccolta delle avventure scritte da Roversi a partire proprio dal quel primo titolo, che tanta fortuna portò all’autore, più quattro racconti brevi, apparsi in passato in antologie, quotidiani o pubblicazioni periodiche.

Questo libro è un modo che hanno gli afacinados, di Roversi di rileggere le sue prime storie, in parte rivedute, e per chi ancora non lo conoscesse di innamorarsi del Radeschi’s World.

Partiamo da Blue Tango, che prende il nome dalla famosa canzone di Paolo Conte, in cui il duo Radeschi-Sebastiani si trovano ad indagare su una strana doppia indagine: da un lato un serial killer che uccide giovani prostitute nei loro appartamenti con un particolare modus operandi (non si fa scrupoli di lasciare tracce di DNA come fosse un uomo invisibile); dall’altro un misterioso suicidio-omicidio sul quale incombe l’ombra del terrorismo, o forse di un traffico internazionale di droga.


Entrambe le inchieste si snodano lungo la linea rossa della metropolitana, crocevia di genti e vite e che sembra incarnare anche il simbolo delle paure contemporanee.


 

Una storia interessante, ironica, che descrive la vita milanese affrontando tematiche quali l’immigrazione, il terrorismo e il mondo giovanile. Una storia che anche un po’ come una scatola cinese in cui un tassello porta ad un altro. Il libro contiene anche due avventure da solisti di Loris e Fuster, alcune anche dai risvolti comici, e l’ultima Il quadro, incentrata sulla morte di due anziani che ha su di se l’inquietante ombra della croce uncinata.

Abbiamo intervistato Paolo Roversi per dirci qualcosa in più sul suo lavoro

Come nasce un personaggio alla Radeschi?

Dal caso e dalle cose che conoscevo. Una città (Milano), un mezzo di locomozione (la vespa gialla) e una professione (il cronista di nera). Da lì è nato il personaggio.

Quando scrivesti Blue Tango pensavi ad un successo così grande?

Sinceramente no. E non sapevo nemmeno se Radeschi sarebbe tornato in un altro romanzo... Oggi è protagonista di cinque libri e tradotto anche in Spagna e Germania

Secondo te perché in Italia le saghe letterarie, specie quelle gialle, fanno ancora un effetto strano sulle masse?

Non so se fanno un effetto strano. Secondo me la gente - e anch'io - si affeziona a un personaggio che poi a forza di leggere tende a considerare un amico. A me è successo con Pepe Carvlaho...

La marcia di Radeschi per te è un punto di arrivo o un trampolino?

Un momento per fare il punto a sei anni dall'apparizione del mio personaggio. La sua marcia, tanto per citarmi addosso, sarà ancora lunga. Almeno spero.

I prossimi impegni letterari?

In autunno pubblicherò un nuovo romanzo con la Rizzoli.

 

TITOLO: La marcia di Radeschi

AUTORE: Paolo Roversi

EDITORE: Mursia

PREZZO: € 15,00

PAG: 205

GENERE: Giallo

ANNO: 2012

Vito Tripi
Vito Tripi

Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”

Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”

Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.it

Cura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”

Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”

Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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1 Commento

  1. Enrico Radeschi mi ha fatta andare ovunque con la fantasia, Milano, le golene mantovane, Parigi e ritorno alla Pianura Padana.
    Con lui ho molto viaggiato e spero di farlo ancora.
    Titta Savio
    Verona


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