Dove si perde la felicità

Ieri un’amica mi ha chiesto dov’è che si perde la felicità?

Gran bella domanda le ho risposto.

Dunque dove si perde… a volte sto bene, a volte mi sento ottimista, a volte mi piace quello che faccio e le persone che incontro... ma la felicità, beh quella è una cosa complicata, a volte mi sembra di non ricordare perfettamente come ci si senta… felici, col tempo e le cadute un po’ si perde la facoltà di esserlo davvero pienamente, e non so se si perda più in un posto preciso o sparsa per il tempo, credo di sapere come si perde... si perde con il disincanto, che comunque non è proprio un cattivo amico, ti permette di essere più zen e di massacrarti meno con i pensieri, ti difende, almeno fino ad un certo punto, e ti fa vedere le cose con un certo distacco fino a pensare che tanto alla fine è come un gioco tutto quanto e bisogna giocare, a volte si vince e a volte si perde (si perde di più ma ora non ci soffermiamo sui particolari), comunque sono tutte battaglie, la guerra si perde sempre.

Questo è il disincanto e ridi pure di te e delle tue sconfitte.
Dove invece è più complicato, è qualcosa di soggettivo, io devo averla persa quel giorno che ricordo così bene che il cuore sembrava esplodermi di gioia e ho pensato che qualunque cosa fosse successa in quell’istante non me ne poteva fregar di meno, è rimasta lì e non è più passata dalle mie parti mai in altri luoghi, almeno no così tutta intera. Ma quando la perdi è perché già hai iniziato a lasciarne pezzi in giro da tempo. Ai compleanni mal riusciti, nelle mani di qualche amico che ti ha fatto male, nel ricordo di una persona cara che non c'è più... se ne lascia un po' qui e lì ma rimane una fiammella che fa una fiammata gigante a un certo punto e poi si spegne... La fiammata gigante è la felicità più grande di tutte, e proprio perché così grande una volta finita non lascia spazio ad altri slanci di quella portata. Si sa che più si cade dall’alto più ci si fa male no?

Chissà magari da qualche parte c'è ancora un focolaio dimenticato ma io non sono riuscita ancora ad individuarlo bene... Io l'ho vista negli occhi di qualcuno ultimamente, e l'ho riconosciuta, ed è bello vederla anche negli altri, ti ricordi quanto è splendente ma nello stesso tempo fa tristezza perché tu già sai quali terribili conseguenze potrà portare; a volte anche fare felici gli altri è un buon surrogato di felicità... anzi è quasi felicità... tu la tua dove l'hai lasciata? A me vengono in mente tanti posti dove  l’abbiamo seminata a piccole dosi, il punto è che dobbiamo imparare a farne anche a meno, ricominciare ad apprezzare le piccole cose e smettere di inseguire quelle grandi perché la vita è fatta di piccole cose, per il fatto stesso che la felicità non è uno stato continuativo ma è fatta di attimi... bisogna essere forti, non so perché ...ma bisogna... perché poi alla fine se questa fosse davvero l'unica vita che viviamo il dono è essere vivi e poi che fai dopo tutta sta fatica non vuoi vedere come va a finire? Ma minimo non mi scollo da qua fino all'ultimo giorno, hai visto mai un colpo di scena e mi perdo il meglio?

A volte basta così poco, un fotografia, un sorriso leggero, sapere sereno qualcuno che ami più della tua vita, il ricordo di una risata, un raggio di sole. Sapere che in fondo è ancora tutto lì… sapere che in fondo è ancora tutto possibile.

Sì ma ricordare sempre che tutto è possibile … ma anche no.
E me lo chiami poco, questo tanto…

Sono raggi di sole preziosi come gocce d’oro. Ad avercene.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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7 Commenti

  1. Complimenti per il racconto! ... secondo me ... la felicità non esiste! ... esiste la ricerca di questa! ... 🙂

  2. .... Nel senso, che, la cerchiamo con foga, questa felicità! non sappiamo che forma abbia .... magari ce la abbiamo addosso e non la vediamo! .... o non vogliamo vederla! .... perchè se la vedessimo non potremmo più riprendere la corsa per la ricerca di questa ... in fondo ci piace cercarla!!! ma non trovarla!!! .... se la trovassimo finirebbe tuttoil gusto .... che sta nella ricerca della felicità!!! ... ciao Karen :))

  3. sì è un po' come il sabato del villaggio in fondo... è più bello aspettarla la 'domenica' :))

  4. Ottimo paragone il tuo! .. hai reso l'idea, senza il mio giro di parole! .... ;))


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