FiloSofia e nutella

Racconti Karen Lojelo

Mi sento così, come una che ha lottato con le unghie e con i denti contro un mostro a quattro teste e naturalmente non è servito a niente. Anzi no, contro una farfalla e ha perso lo stesso.

Così, un vuoto a perdere, io quella che va avanti sempre come un treno fino a che la testa non se la frantuma contro un muro. … Io e le mie idee meravigliose… di quelle che fanno solo danni, anzi no, fanno tanto fumo e non si cuoce mai nulla. Adesso mi sento così, mani e piedi legati che mi dimeno inutilmente, tanto non so scioglierli. Credevo, ma forse  a questo punto sbagliavo.

Sai quando tieni un sogno chiuso in una cassaforte? Sì, una cassaforte hai sentito bene, il cassetto non è sicuro per certe cose che si coltivano nella mente con tanta cura…era lì e io ogni giorno lo annaffiavo di pensieri. Pensavo prima o poi potrò tirarlo fuori, Non ce lo avevo messo per archiviarlo, ripeto…io sono sempre stata sicura di poter fare ogni cosa.

Lo tenevo solo al riparo, prendevo tempo, fa paura alla fine passare dal dire al fare… però l’ho fatto, ho messo tutte le carte in tavola e non sono una brava giocatrice di solito ma se mi impegno…se mi impegno, faccio tanto di quel fumo che nessuno vede più niente altro che la nebbia in val padana… Insomma ci ho provato davvero ora, eppure non ci riesco; ero convinta ma non è così che funziona pare. Volere è potere? Ma no… non sto dicendo che ti amo, tu stavolta non c’entri niente. C’entro io, i miei buchi nell’acqua con un trapano professionale, i cancelli che volevo costruire sul mare… C’entro io, questa direzione giusta che non trovo mai, la mia vita, quello che volevo fare da grande e quello che volevo fare adesso… tutte le cose che volevo non una sola, non sempre solo te.

C’entro io, certo che se mi stringo un po’ c’entri anche tu volendo, tu c’entri sempre, ho imparato a tenerti in una tasca così posso portarti con me e chiederti se sto sbagliando strada anche se non rispondi, ma adesso non farmi cambiare discorso. Stavolta parlavo di me, Sofia, che razza di nome mi hanno dato, vivo da sempre sul filo di un rasoio e mi accorgo che se scendo non so più tenere l’equilibrio.

Troppa filoSofia ho studiato, deve essere stata sua la colpa e di questo nome che mi hanno dato. Ho imparato ad arrampicarmi sugli specchi e non so più passeggiare sorridendo. Ho imparato a seguire le tracce e non sono capace a nascondermi. Sono arrivata ad un punto in cui ho provato davvero tutto quello che credevo di aver imparato per finire col pensare che forse non ci ho mai capito molto.

Non guardarmi così, dico sul serio… pensavo, magari questo è il momento di arrendersi, alzare la mani, non ho armi da buttare ma insomma, sai quando bisogna dirsi hai perso, e farsene una ragione. Magari sarebbe più semplice accettare semplicemente il fatto che la mia vita è questa, mi rilasserei, potrei riposare, la smetterei di combattere contro questi maledetti nodi che non so nemmeno come sono venuti fuori… eppure credevo di stare ferma mentre giravo su me stessa.

Insomma potrei godermi un tramonto, smettere di cercare. Potrei finalmente archiviare le domande e rispondere semplicemente… non ce l’ho fatta, magari sorridendo. E come si fa a sapere per certo quand’è il momento di dire basta e smettere di provare? No perché non vorrei star sprecando il tempo… il tempo si spreca? Vedi ancora faccio domande… Sofia, Sofia… mia nonna me lo diceva sempre smetti di pensare e vai fuori a giocare.

E tu smetti di fissarmi, parlo seriamente, ho paura stavolta, penso davvero che non ce la posso fare, ma sai che c’è… passami la nutella che sono stanca di parlare. Domani ci penso meglio.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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17 Commenti

      • grazie cara ! Ho fatto il pieno di esperienze umane da affidare alle parole scritte....

  1. le idee fumogene e la ricerca della direzione giusta mi ricordano qualcuno... come sempre mi piace molto ciò che scrivi !! 🙂
    ... per fortuna che Sofia si è concentrata sull'affare Nutella...anche se più rischioso, meglio avere certe idee meravigliose che smettere di provare come fa la moltitudine!

  2. E' piacevolissimo questo " Filosofia e Nutella".. delicato e con quel pizzico di autoironia che a volte è necessario per sdrammatizzare i troppi pensieri con cui ci trastulliamo.. facendoci del male.. Sempre più raffinata la nostra Karen..
    😉

  3. D'accordo con Jan, in tutto e per tutto! Brava la mia amica!

  4. beh, io lo sapete bene... amo tuffarmici nella nutella, soprattutto quando tendo troppo a filosofeggiare.... che le papille gustative distraggono la mente e il cervello sembra non essere in grado di pensare ad altrro che "mmmmm buono...."

  5. concordo con jan, qualsiasi rimedio piuttosto che complicarci la vita con troppi pensieri
    forse basta prenderla con filosofia 🙂
    Brava Karen

  6. Cercare e non trovare...e alla fine si trova sempre...ironica esistenzialista, questa tua...e chiusura con dolcezza 🙂
    Complimenti!

  7. Brava ... brava ... brava .... bellissimo questo tuo scritto potrebbe appartenere a chiunque .... sopratutto la conclusione, perfetta !


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