Non c'era voluto molto per ritrovarsi anche quella sera con gli occhi puntati sulle lancette addormentate, scoprendoci braccati ai quattro angoli del tavolo senza un cazzo da dire e con una moltitudine di nevrosi in bella mostra, appassionatamente insieme come ai tempi del Brandy Night, tuttavia a corto di teorie convincenti per non essere costretti a tirar fuori i disagi dei nostri recenti scompensi sociali...

...inaugurando festival fallimentari per mettere all'asta lo stupido più evidente della serata, i nostri tornei di critica mimetizzata per farci sembrare più furbi o intelligenti.

Ricordo che la bella stagione era alle porte, un'opportunità per le passeggiate distensive sotto ordine del medico per scacciare la malasorte immaginaria... ma non ce ne fregava niente, come ogni anno, non avremmo mai messo un piede fuori dal buco adatto dove nasconderci, rigidamente convinti delle nuove catastrofi che presto si sarebbero abbattute sul resto del genere umano, le stesse di ieri...

...e del giorno prima, senza che sia mai crollato anche un solo luogo comune dalla lista nera che avevamo appeso in garage, riempendoci la testa di battaglie inutili fino a renderci marcio l'umore, ugualmente vittime di tutto ciò che odiavamo.

Credevo che saremmo andati avanti così per sempre, come super eroi in pensione: ma quella sera...

...quella sera avevo voglia di parlare.

Solo che non avevo gli anni e i dolori che ho adesso, non avevo ancora assaggiato come si deve il sapore del silenzio evasivo nelle situazioni compromettenti... e quella sera, dopo aver letto la fragilità eroica sul fondo del bicchiere, sono stato il primo a puntare la pistola in faccia ai miei amici...

...non considerando affatto l'inesperienza delle mie dita, troppo insicure sul grilletto.

Ed è stato come muoversi allo specchio...

...in un attimo eravamo diventati tutti fotocopie dall'origine ignota, con le pistole e i pregiudizi stretti in mano per difenderci dalla paura di riconoscerci per quello che siamo, affrontarci senza veli a costo di farci fuori uno ad uno. Ma non avevamo abbastanza fegato e lo sapevamo bene, saremmo rimasti immobili a fissarci mentre i posaceneri chiacchieravano con il dottor fumo al posto nostro...

...ritornando presto a prenderci a pugni di intelligenza banale e mal gestita per far finta di crescere insieme.

E la tv parlava inconcludente come al solito sui nostri respiri inquieti, mentre io, ancora convinto di stare facendo la cosa giusta, immaginavo il prezzo che avremmo pagato tutti dopo le nostre confessioni, nella ridicola speranza di definire un meglio o peggio alla nostra condizione.

Poi, come in ogni storia che si rispetti, avvenne il miracolo incompreso: l'ultimo dei nostri arrivò tardi, spalancando la porta e trovandoci tutti con le pistole puntate alle tempie. Sorrideva, pensava fosse uno scherzo, lui... che era sempre stato ignaro di tutto e forse era il più saggio...

...lui, che è stato l'unico ad alzare le braccia... ed anche l'unico a cadere come un poster fuori moda nel nostro abisso disadattato.

Non ricordo chi di noi sparò per primo, credo sia irrilevante. Ma so per certo che quando abbiamo premuto il grilletto abbiamo gridato tutti insieme, sfogando finalmente i nostri insuccessi sulla sola vittima indifesa. So per certo che quando l'abbiamo visto crollare al suolo massacrato dalla nostra violenza repressa eravamo tutti insieme.

E quando l'orologio riprese a ticchettare negli angoli della stanza, sbloccando finalmente quell'attimo di rivelazione, c'era molta più leggerezza tra di noi, ci sentivamo tutti un po' più liberi dal peso delle nostre voci spezzate, della nostra voglia di urlare senza avere mai il coraggio di accettarci per gli sciacalli che siamo sempre stati.

Oggi penso.. .che forse avrei fatto bene a starmene zitto quella sera.

Oggi penso.. .che siamo soltanto uno in meno dopo quella sera.

N.A.

Nevrotico Alchemico
Nevrotico Alchemico
Scienziato alchemico dedito alla sperimentazione libera degli incroci nati fra le parole e i diversi status emozionali. Girovago senza meta, studio i caratteri delle persone e le loro relazioni con il degrado moderno degli ambienti circostanti, cercando di estrapolare il filo conduttore che porta alla reale natura di come siamo diventati...e del perchè spesso e volentieri non ci va bene neanche un pò.

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