La nefasta lode giunge con ritardo alla stazione .

Il viaggiatore dalla valigia di cartone
aspetta quel treno che non arriverà mai;

Fin quando qualcuno gli porge un un sorriso,
gli prende la mano e dice che il treno FR 0101 è qui,
riflesso nei suoi occhi limpidi come il mare.

Non vede che sta già partendo,lei è il mio ultimo passeggero  credo,
quello che aspettavo da tanto tempo.

La tratta del 0101 è lunga,ha molti scambi e molte curve
ma presi con la giusta determinazione sono anche divertenti durante il viaggio.

Salga,le consiglio un posto centrale,sa vicino al finestrino non glielo consiglio,
i panorami di queste zone sono molto nebbiosi e poco appaganti.

Le chiesi gentilmente un sorso della sua acqua,avevo una tale arsura che mi
sentivo morire. Me lo offrì senza  battere ciglio,con quel suo sorriso freddo e rassicurante.

Era la Hostess più gentile che avessi incontrato in tutti i miei lunghi viaggi.

In verità non so se fossi l'ultimo salito sul quel convoglio ma poco importava,
ripensavo ai cari vecchi Intercity,Roma-Sala Consilina,7 ore tra pasta e frittata fredda,
Brasilena e discorsi da mare.

Facevi amicizia con famiglie intere mentre qui sei solo un amico/compagno monoporzione,
come dice Tyler Durden in Fight Club.

Tutto troppo bello,sedili in pelle rossa,luci blu per la lettura,copritesta color ambra
sempre puliti, asettici,quasi lindi per l'occasione.

Finti anche i passeggeri e il personale,finti i sorrisi,
quelli che ti dicono: Parla,tanto qui non entri.

Ero stanco li,di quel viaggio,sognavo la mia littorina,
che ogni tanto vedevo passare da bambino sotto la
casa al mare,un po' malconcia e priva di ogni senso
apparentemente che tutti giorni portava instancabile
a lavoro decine di pendolari.

Io fissato con i treni merci ,quelli di mezzanotte che per non disturbare
le case passavano lenti come soffi di vento,con i loro container,
combustibili e generi vari.

Sognavo un giorno di guidarne uno.

Il fischio annuncia la prossima stazione,non è la mia,ma scendo
lo stesso;sulla scalinata attende li con fare sorpreso lei
chiedendomi come mai avessi deciso di fermarmi qui,
abbandonando il convoglio proprio in  piena campagna,con quel
suo impenetrabile sorriso.

Io le sorrisi di rimando, dicendole che preferivo il fresco del bosco e che avrei preso
la littorina del giorno dopo ,era il mio sogno,non ci ero mai salito.

Signore la valigia! gridò lei...

Grazie...non mi serve più.

poeta solitario
poeta solitario
Sono passato,un pensiero ricorrente,quel senso di vita nuova che mi pervade vedendo il disfacimento del mondo che fu, in un tempo non mio. E' proprio quando tutto sembra perduto che bisogna affrontare la fine col sorriso,perché ogni fine è semplicemente l'anticamera di un nuovo inizio. Nato nel 1977 l'8 di Febbraio dopo varie passate continuo la ricerca del mio amore perduto e del mio vero Io.Ho appena pubblicato la mia prima raccolta intitolata "Sensazioni d'Autore",un viaggio interiore nel tempo e nello spazio scandito da note poetiche e narrative.

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