Lucio Fulci abbandona Franco e Ciccio

Cinema Gordiano Lupi

Terza e ultima puntata

I Due Parà (1965) è una nuova coproduzione italo - spagnola. Il film è girato insieme a 002 Operazione luna, scritto dal regista con la collaborazione di Vittorio Metz e Amedeo Sollazzo, ma questa volta troviamo insolite concessioni a una velata satira politica. Franco e Ciccio sembrano messi da parte (nei primi venti minuti si vedono poco o niente) per far posto a un discorso di critica politica che sta molto a cuore al regista. Fulci è uno spirito ribelle, antiamericano per antonomasia, non perde l’occasione per mettere alla berlina l’imperialismo e per stigmatizzare la guerra del Vietnam. Franco e Ciccio sono due artisti di strada in cerca di successo e la partenza autobiografica permette di mettere in scena alcune macchiette del loro repertorio. Il prologo siciliano mostra molti numeri da artisti di strada, come quello del fachiro interpretato da Franco Franchi. La farsa politica fa finire i due attori in un luogo che sembra Cuba dove i ribelli Bafudos (invece che Barbudos) stanno facendo la rivoluzione. Il dittatore Lamar (una sorta di Batista) cerca di assoldarli come finti parà contro i ribelli, ma loro sono sempre indecisi su quale fazione appoggiare. Fulci si prende gioco della politica estera statunitense, interventista e da padroni del mondo. Mereghetti definisce l’operazione dilettantistica e sottolinea che il personaggio di Franchi cambia persino nome nel corso del film (da Pasquale a Franco). Marco Giusti, al contrario, è entusiasta. “Grandissimo Franco & Ciccio movie… Fulci dirige da maestro i nostri eroi”. Condividiamo. Interpreti: Umberto D’Orsi, Linda Sini, Maria Silva, Roberto Camardiel, Monica Randall, Luis Peña, Ignazio Leone, Enzo Andronico, Lino Banfi; Tano Cimarosa e Francesca Romana Coluzzi.

Lucio Fulci mette un tocco d’artista nelle pellicole interpretate da Franco e Ciccio, che non sono identiche a quelle girate da colleghi meno preparati tecnicamente. Nei suoi film le inquadrature non sono mai statiche, ma si dedica a riprese complesse che esulano dai piani sequenza per abbondare in primi piani, zoom, panoramiche e movimenti di macchina. Fulci non si fermerà alle commedie e ai Franco & Ciccio movies

Come svaligiammo la Banca d’Italia (1965) è l’esempio eclatante dell’evoluzione stilistica del regista: troviamo persino lo spleet screeen per mostrare diverse scene contemporaneamente. Si tratta di uno dei migliori film interpretati da Franco e Ciccio, ma sono ottimi pure Come rubammo la bomba atomica (1966) e Il lungo, il corto, il gatto (1977), perché la tecnica del regista raggiunge livelli di eccellenza, le sceneggiature sono più curate e i due comici sono al massimo della forma. Come svaligiammo la Banca d’Italia è scritto da Alfonso Brescia, sceneggiato dal regista con la collaborazione di Amedeo Sollazzo e Roberto Gianviti. La storia ricorda I sette uomini d’oro di Marco Vicario (tra l’altro avrebbe dovuto intitolarsi I due uomini d’oro) e Operazione San Gennaro di Dino Risi, due film di successo del 1966, perché vediamo una rapina tecnologica ai danni di una banca e un gruppo di ladri inadeguati al compito. La sceneggiatura è molto curata e la comicità di Franco e Ciccio non è solo mimica e gestualità scomposta, ma esiste un rigido schema narrativo da rispettare. Interpreti: Mario Pisu, Lena von Martens, Mirella Maravedi, Umberto D’Orsi, Adriana Ambesi, Fiorenzo Fiorentini, Carlo Taranto, Ignazio Leone, Enzo Andronico, Giulio Saturnino, Solvi Stubing. Franco e Ciccio hanno un fratello che priogetta piani geniali per compiere furti mirabolanti, per questo gliene rubano uno e cercano di svaligiare la Banca d’Italia. Il problema è che sia loro che i complici sono dei veri balordi.

Lucio Fulci si concede una divagazione western come Le Colt Cantarono la Morte e fu… Tempo di Massacro (1966), un  film imperdibile interpretato da Franco Nero e Nino Castelnuovo, uno dei migliori western italiani mai girati, violento al punto giusto e con la sorpresa di una colonna sonora che contiene una canzone interpretata da Sergio Endrigo, composta dallo stesso cantautore con la collaborazione di Fulci e Bardotti. Per questo film Alberto Moravia conia la definizione di film artaudiano che Fulci citerà sempre per definire il suo cinema. In ogni caso è vero che il regista usa le intuizioni di Artaud e del teatro della crudeltà.

Lucio Fulci torna ai Franco & Ciccio movies con un’altra perla nella sterminata filmografia della coppia comica: Come rubammo la bomba atomica (1966), produzione italo - egiziana che prende spunto da un fatto di cronaca accaduto in Spagna. Soggetto e sceneggiatura sono del regista con la collaborazione di Alessandro Continenza, Roberto Gianviti e Amedeo Sollazzo. Si tratta di una parodia dei film di spionaggio che vanno di gran moda, uno 007 comico, che vede la coppia siciliana alle prese con agenti segreti dai nomi storpiati: le Spectrales, James Bomb (interpretato da un sosia di Sean Connery), l’agente Derek Flit (il fumettista Bonvi, autore delle Sturmtruppen, prematuramente scomparso) e Modesty Bluff (Eugenia Litrel). Franco è un povero pescatore siciliano che vede inabissare un aereo e si trova tra le mani la bomba atomica, ma da questo surreale punto di partenza scaturiscono una serie di trovate comiche esilaranti. La scena finale del film vede Franco e Ciccio vivere tranquilli con la bomba atomica in giardino, consapevoli che il dito di Ciccio puntato sul meccanismo potrebbe attivare l’esplosione nucleare. Fulci inserisce in una farsa dai ritmi convulsi un messaggio contro i pericoli della guerra atomica. Il film è girato in techniscope tra Egitto e Roma, con alcuni problemi perché Franco e Ciccio non amano viaggiare in aereo e non sono abituati ad andare all’estero. I due siciliani sono paranoici e pieni di pregiudizi, al punto che si portano da casa scatolette, pasta, acqua minerale e rifiutano di mangiare la cucina internazionale dell’Hotel Hilton. Si narra che credano addirittura alla favola degli egiziani che sarebbero soliti sodomizzare i turisti e per questo motivo non si fanno vedere molto in giro. Come rubammo la bomba atomica è uno dei più esilaranti lavori comici interpretati da Franco e Ciccio, pieno di ritmo e di gag indovinate, rapido, privo di tempi morti. Interpreti: Youssef Wahby, Julie Menard, Eugenia Litrel, Adel Adham, Franco Bonvicini (Bonvi), Franco Morici, Enzo Andronico. Bonvi partecipa in via amichevole perché è scenografo e autore dei Caroselli interpretati da Franco e Ciccio.

Il lungo, il corto, il gatto (1967) sancisce lo scioglimento del sodalizio tra Lucio Fulci e la popolare coppia comica. Il film è scritto e sceneggiato dal regista con la collaborazione di Gianviti, Callegari, Laurenti e Sollazzo Franco e Ciccio dividono il ruolo da protagonisti con il gatto siamese Arcimbaldo, non facilmente gestibile sul set e irrequieto più degli stessi comici. Interpreti: Giusi Raspani Dandolo, Ivy Holzer, Elsa Vazzoler, Gianni Agus, Ivano Staccioli, Daniele Vargas, Salvatore Baccaro, Enzo Andronico. Franco e Ciccio sono due camerieri che non vogliono perdere l’eredità della padrona e per questo motivo cercano di recuperare l’amato gatto siamese. L’assunto comico porta i nostri eroi in situazioni strampalate e pericolose, siano una cena tra nobili come un attentato terroristico. Si ricorda la cena per la gag di Ciccio che non può mangiare in pace perché gli ospiti sono sempre tredici e lui è destinato ad alzarsi o sedersi. La pellicola è molto curata da un punto di vista tecnico e formale, l’impianto narrativo è solido e non si basa soltanto sui numeri d’avanspettacolo di Franco e Ciccio. Si tratta di un giallo comico, un thriller farsesco che anticipa la svolta di Lucio Fulci verso un cinema nero e inquietante. Un film godibile ancora oggi e privo di tempi morti.

Il rapporto tra Lucio Fulci e il duo comico si interrompe dopo tredici film, nonostante il grande affiatamento. Il rapporto all’interno della coppia si sta logorando e provoca frequenti tensioni sul set che Fulci non è più intenzionato a sopportare. Inoltre il regista romano non vuole restare legato in eterno all’immagine del regista di Franco e Ciccio, crede che sia limitante e vuole percorrere altre strade, fare nuove esperienze. Infine gli incassi dei film interpretati da Franco e Ciccio stanno calando e questa cosa spinge Fulci a seguire il consiglio di chi lo invita a sperimentare nuovi generi. Resta il fatto che il proficuo rapporto di collaborazione tra il regista e la coppia comica siciliana produce alcune pellicole di rara bellezza. Fulci resta uno dei pochi registi ad aver messo una non comune competenza tecnica e sceneggiature degne di questo nome al servizio delle gag di Franco e Ciccio. Condividiamo il giudizio di Paolo Albiero ne Il terrorista dei generi – Tutto il cinema di Lucio Fulci (Un mondo a parte, 2004) quando afferma che Lucio Fulci ha compiuto nei confronti dei due comici siciliani lo stesso tipo di lavoro che ha realizzato Steno con Totò. I film girati da Lucio Fulci che vedono all’opera Franco e Ciccio non sono mai dozzinali e hanno qualcosa in più rispetto ai molti prodotti contemporanei. Lucio Fulci ritrova Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel 1978, quando vorrebbe girare I due figli di King Kong, un’idea mai andata in porto e che avrebbe previsto il rientro della coppia comica per una parodia di un film di successo. Il riavvicinamento serve a produrre due programmi televisivi che vedono protagonista il solo Franco Franchi: Buonasera con… Franco Franchi e Un uomo da ridere, insolite regie per il piccolo schermo fatte solo per scopi alimentari. Buonasera con… Franco Franchi va in onda nel maggio 1978 su Rai 2, alle 18 e 45, ed è un contenitore preserale dove il popolare comico canta, interpreta qualche siparietto comico e presenta un cartone animato per bambini. Un uomo da ridere è un programma più impegnato che in sei puntate vuole raccontare il mondo dell’avanspettacolo e il cinema comico popolare. Franco Franchi cita episodi della propria biografia raccontando la storia di un attore di strada che approda al cinema e poi viene accolto in televisione, dopo alcuni momenti di crisi. Resterebbe lo spazio per una polemica legata al programma televisivo Avanspettacolo (1992), che Fulci ritiene plagiato da una sua idea. La morte improvvisa di Franco Franchi fa cadere nell’oblio ogni intenzione di rivalsa. Adesso che Lucio Fulci, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia non sono più tra noi ci mancano molto. Restano i loro film, da vedere e rivedere nei cineforum e nel lettore dvd casalingo. Non è poco.

(FINE)

Gordiano Lupi
Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Dirige la collana di Narrativa Latinoamericana di Edizioni Anordest. Traduce gli scrittori cubani Alejandro Torreguitart Ruiz e Yoani Sánchez. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema di genere italiano per la casa editrice romana Profondo Rosso. Collabora con www.tellusfolio.it curando rubriche su Cuba, cinema italiano e narrativa italiana. Tra i suoi lavori più recenti: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son - viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini - A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Sangue Habanero (Eumeswil, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Per conoscere Yoani Sánchez (Il Foglio, 2010), Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica, 2010), Tinto Brass, il poeta dell’erotismo (Profondo Rosso, 2010), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2011). Cura la versione italiana del blog Generación Y della scrittrice cubana Yoani Sánchez e ha tradotto per Rizzoli il suo primo libro italiano: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol.it. I miei blog: www.gordianol.blogspot.com (SER CULTOS PARAC SER LIBRES, di cultura cubana) e http://cinetecadicaino.blogspot.com/ (CINEMA, soprattutto italiano).

Suoi ultimi post

Nessun commento ancora, aggiungi la tua opinione!


Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commento *

Name *
Email *
Sito