Anime stanche,silenziose, bruciate dal sole.

Acqua.

Mezza bottiglia bollente nella tasca,infiammabile;come benzina che trasuda dal cuore.

Corteo,marcia funebre, della speranza il cimitero.

Rivoluzione.

Mesta traslazione,ultimo vano respiro di giustizia negli occhi.

Fazzoletto sudato di donna cinge il capo,antica dignità sommessa,cornucopia di antichi ricordi.

Desiderio.

Amore di madre e di nonna,fortezza di padre,saggezza di nonno,non manca nessuno a gridare lo scempio.

Stremati da  ingordi e assassini.

Rughe di roccia grezza,cadenza fiera sulla strada violata.

Vita.

Per i figli di tutti,i figli del mondo defraudati,legalmente del loro futuro privati.

Stretti insieme da un cordone,ombelicale, invisibile e di polizia.

Vibrano mani.

Voglia di esistere,di essere umano,di disegnare su tela un mondo più vivo.

Vibrano piedi.

E sia.

Formiche.

Nere come la pece muovono veloci,silenziose dai portoni e dalle vie.

Contagiate da manganese,nichel e zinco assorbiti dal latte materno,sorgenti inquinate.

Amianto nelle vene.

Piombo nell'anima.

Nazgul bramosi di esistere,fantasmi senza nome, in cerca di un luogo per costruire il domani.

Dignità per la precaria stirpe,riposo sereno ai nostri cari.

Buio.

Trema la terra sotto le cariche incoscienti,muri sputano esalazioni di zolfo acre.

L'apocalisse.

Lacrime indotte solcano il viso,candelotti rimbalzano carichi di veleno.

Ci siamo anche noi,stranieri e clandestini.

Non chiediamo asilo alla madre terra,lei ci ha generato e il suolo che calpestiamo ci spetta!

Macerie e brandelli restano stanchi,macchie di lotta su marciapiedi e tornelli.

Il nostro sfogo è stato domato,noi,borghesia e proletariato.

Domato da mano che vile,suo fratello ha venduto e il futuro gettato alle ortiche.

Arcobaleno nascosto profondo,dal nero che unisce,protegge e distrugge.

Uomini,giovani,donne senza bandiera,solo un'idea,una vita vera.

Quel tavolo,dell'universo ha solo la forma.

Non pensate voi otto che la gente dorma.

Il G8 al contrario 8G non sfidate;che non sapete quanto veloce,devastante, sia un corpo libero.

A velocità siderale.

poeta solitario
poeta solitario
Sono passato,un pensiero ricorrente,quel senso di vita nuova che mi pervade vedendo il disfacimento del mondo che fu, in un tempo non mio. E' proprio quando tutto sembra perduto che bisogna affrontare la fine col sorriso,perché ogni fine è semplicemente l'anticamera di un nuovo inizio. Nato nel 1977 l'8 di Febbraio dopo varie passate continuo la ricerca del mio amore perduto e del mio vero Io.Ho appena pubblicato la mia prima raccolta intitolata "Sensazioni d'Autore",un viaggio interiore nel tempo e nello spazio scandito da note poetiche e narrative.

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