Una terapia fantasiosa per vivere meglio l'ospedale

Articoli Noria Nalli

“Chi vuole un biscottino? Li abbiamo appena sfornati”. A pronunciare queste parole è una ragazza cordiale e sorridente, dallo sguardo che conquista.

Sorprendentemente, la scena non si svolge in una casa o ad una festa, ma nel reparto riabilitazione della clinica Villa Grazia di San Carlo Canavese (strada del Poligono). I degenti sono persone in prevalenza anziane, che hanno subito traumi come la frattura del femore o un intervento all’anca, con inserimento di una protesi.

I più giovani sono invece in gran parte reduci da incidenti stradali o sul lavoro. Laura Chiuminatti, questo il nome della giovane, 31 anni, è la terapista occupazionale della struttura. I biscotti sono stati realizzai da lei, nella cucinotta del terzo piano, insieme ad un gruppo di pazienti.

“Adoro il mio lavoro, mi permette di fare esattamente quello che mi piace – sostiene convinta Laura – Il bello è che posso usare liberamente la creatività, come per il calza calze, il piccolo attrezzo che ho ideato, per aiutare le persone, che non riescono più ad abbassarsi ad indossare le calze”.

La giovane gestisce un piccolo laboratorio, una stanzetta “magica”, situata nel corridoio della palestra di fisioterapia. “Sono molto orgogliosa di questo posto – continua la terapista – qui lavoro con i pazienti come ad una riunione di amici”.

La terapia occupazionale è una disciplina nata in America dove veniva utilizzata con i reduci di guerra. Consiste nel rendere autosufficienti e motivati alle occupazioni quotidiane, i pazienti , che hanno subito traumi o menomazioni di varia natura e restituirli alla vita normale.

Da Laura si fanno attività manuali, dal traforo al decoupage, ma anche cucina e giochi di coordinazione motoria. Parte del lavoro della giovane si svolge invece nei reparti, nelle stanze dei pazienti, dove cerca di instaurare con loro un rapporto di fiducia e sprone, coinvolgendoli nelle sue attività.

Il laboratorio di Laura è ricco di oggetti e colori. Tra gli altri spiccano gli areoplanini di legno e i mobile appesi al soffitto e il calendario di cartoncino, di cui va molto fiera. “Aiuta ad orientarsi i degenti, che spesso, dopo un lungo ricovero, perdono la cognizione del tempo”

httpv://www.youtube.com/watch?v=n3nPiBai66M

Noria Nalli
Noria Nalli
Sono una giornalista free lance e amo raccontare storie...... Dopo una lunga esperienza di ricovero, ho iniziato a scrivere brevi ritratti di corsia per La Stampa di Torino,

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