il sogno di cortes 3 (capitan caronte)

CAPITAN CARONTE

Il Comandante di quella… assurda… goletta… o caravella… finì così per impiastricciarsi tutto di fango. Aveva voluto per forza  fermarsi a bere una bottiglia di rum sulla via di casa. Mentre cantava sempre più a squarciagola… caracollando da una parte all’altra. Si voltava ogni tanto ad assicurarsi ch’io lo seguissi. Forse nella paura che abbandonassi la strada per accucciarmi sul ciglio… in attesa di carrozze mai puntuali a favor dell’occorrenza. E così vedevo… di tanto in tanto… qualche disgraziato che fu… senza più consigli inutili da dare. Da tanto tempo ormai… da essere li da sempre. … Il capitano sembrava non accorgersene ed addirittura finiva addosso a qualcuno di loro… come si inciampa in un sasso per strada… e poi lo si scalcia via rabbiosi… come se avesse fatto apposta a mettersi lì a dar fastidio.

Non parlò mai lungo la strada. <<…Siamo quasi arrivati…>> disse per la settima volta. Lo diceva per distrarmi dalla vista di quei poveracci… o per distogliermi dall’aiutarli dopo che li aveva colpiti.

Ma questa volta sembrava che ci fossimo davvero.

Era consuetudine per lui… da anni ormai. Da quando si era trasferito in quella terra. … Troppi anni.

Erano lì essi alla sua ultima partenza… anni fa. E la volta prima anche. Mi confessa che nei momenti di tranquillità… in cui durante la navigazione si è un po’ più tranquilli… ripensasse a quella folla… immaginando per essi pene atroci da far sopportare. Solo perché erano lì. Sulla strada per la casa che gli era stata assegnata… anni fa. Era sicuro di averne anche ucciso qualcuno nel tempo… eppure gli sembravano sempre le stesse facce. Più altre nuove ogni volta. Ma non mi seppe dire come e perché fossero arrivati su quella strada. Erano già… al suo arrivo. Ed era quello ogni volta il suo incubo. Mi invitò persino a provare a colpirne qualcuno… così per provare. Tanto non sarebbe morto… sarebbe tornati lì…ancora…domani.

…<<… Ecco questo qui… mi sta particolarmente antipatico. E’ uno di quelli che è qui da sempre…puoi colpirlo se vuoi. >>… e mentre lo diceva gli assestò un colpo… come per introdurmi come nuovo partecipante al gioco. Eppure non mi avrebbe dato sollievo. Lo sapevo già… Ma volli provare ugualmente… con un sasso preso lì intorno. Lo colpii più volte ma quello non sembrò accorgersene. La noia continuava a perseguitarmi.

Arrivammo così… in prossimità di quella luce che pensavo fosse la fine del nostro cammino.

…<< Fermiamoci un attimo a riposare >>… e si diresse sul lato della strada… in quello che sembrava un giardinetto condominiale… non curato. Ed appena entrati ebbi la sensazione che se avessi perso di vista il capitano… mi sarei irrimediabilmente perso. Che la strada era sparita come se fossimo entrati in quel… immensa foresta da chissà quanto tempo.

Ed a migliaia si assieparono dietro le aiole e tutt’intorno…

Dagli alberi penzolavano… in

attento e infantile silenzio… Assorti… Scrutavano… Aspettavano…

Al centro…Dal centro  si attendono notizie.

Il caro…. … Buongiorno è da molto che aspetta?  …  Sig. Constantine !?

( Io comunque non gli ho chiesto niente)

Faceva il fornaio … Poi ha sentito parlare di questo posto

La musica che c’è. Tutta quell’aria.. tiepida

…<< Dell’esistenza, che dire… ogni tanto ci si ricorda di vivere o di essere vissuti qualche volta.

Incitava forte il capitano… dal fondo della strada. <<  Si presentò qui nudo… non starlo ad ascoltare.

Inveiva movendosi al vento il capitano… ed il movimento finì col fargli versare sulle scarpe la birra che teneva in una mano. Che lo fece imbestialire ancora meglio.

E afferrando la bottiglia per il collo… fece scempio della testa del fornaio. << Te lo racconterò io come và a finire… se proprio ti interessa tanto. Fu allora scritto dappertutto. Ed ancora oggi quasi quasi se ne parla… furon sei a calarsi dalle celle… tutti ignudi come vermi su di un muro.

Ma non furono schiacciati o inghiottiti da falene… fu la notte metressa a favorirli.

E nel buio si persero in tre… e questo qui ebbe dieci figli. Non si contenne come gli altri che inseminarono donne da qui a Citera. Volle riversare su altri la vergogna… creati apposta per subir l’umiliazione di un esercito che ti sveglia una mattina >>. Un altro degli evasi iniziò a compiere miracoli… continuava il capitano … << Ed è ora in odor di santità >> .

Sputò sulla carogna… rendendo il tutto più appetibile per i vermi raccolti a banchettare.

<< Sarà meglio entrare ora… a gustare una buona cena … mia moglie si innervosisce se aspetta >>.

Nicola Eboli
Nicola Eboli

teatrante

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6 Commenti

  1. me stavi a fa scoce la pasta pe leggela tutta tutta,bellissima,complimenti.

    • azz. spero per la pasta tutto bene. anch io mi stavo facendo un cacio e pepe... anyway questo è un bel commento grazie

  2. azz. no, la pasta no. sento il problema dato che anch io mi stavo facendo una cacio e pepe... anyway spero tutto bene e buon appetito. questo comunque è un bel commento grazie

  3. Hai uno stile molto "forte" alternato a spunti di riflessione più pacati,un piacere leggerti. Per il prossimo cacio e pepe da me o da te 🙂

  4. vedi che ci mancavi Nicola... ogni volta mi tocca dirti bentornato! 🙂

  5. leggero come l'aria... trasparente come l'acqua. m'assento ma non mi perdo. ciao cara


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