Il futuro è nella spazzatura

Articoli Mariella Musitano

Il futuro è nella spazzatura. Lo diceva mio padre trent’anni fa. Mi chiedo oggi se mio padre fosse un veggente. Lui ne era convinto quando ancora non ne eravamo sovrastati, quando il consumo era ancora nei limiti e gli imballaggi non avevano preso il sopravvento sull’oggetto che contenevano.

Me lo immagino ora mio padre, davanti al televisore a guardare le immagini di Napoli, con il volto rassegnato e un filo di voce a dire un lo avevo detto io. Una frase inutile nonché costosa. Perché è sempre meglio prevenire che curare. Sempre.

Eppure sembra che l’essere umano, e nello specifico ancor di più l’italiano, non sia in grado di farlo. Al massimo se ne può parlare, discutere, meglio se nel frattempo si gesticola e si fanno enormi dinieghi o assensi con la testa.  La politica è quella del non guardare finché il problema non è talmente evidente da non poterne fare a meno. Proprio come è successo a Napoli dove siamo costretti a camminare a zig zag fra i rifiuti cercando piccoli lembi di strada ancora puliti. Anche in pieno centro sento commentare in televisione. Eh sì perché se fosse un problema della provincia andrebbe bene? Un po’ come preoccuparsi del crollo di Pompei, perché ne risente l’immagine dell’Italia all’estero.

Sembra di sentir parlare mia madre che soleva dire poi gli altri cosa pensano? Il problema per lei non era fare ciò che riteneva giusto, ma fare ciò che la società, il vicino di casa, il parente, ritenevano giusto.

Cosa sconcertante è che questo non era solo il pensiero di mia madre, ma di un intero popolo.

Non sono qui a fargliene una colpa. Noi questo modo di essere ce lo abbiamo radicato dentro, non è cosa dei giorni nostri, ma radicata nei secoli dei secoli. Siamo bravissimi a rimandare a domani quello che avremmo già dovuto fare ieri.

E poi la colpa mica è la mia!!! Se dipendesse da me… quante volte lo abbiamo detto? Quante altre sentito dire? Manca lo spirito di iniziativa, il buonsenso, prende il sopravvento il vivi e lascia vivere che ci porta ad accontentarci, a non voler vedere quanto il problema sia realmente grande. E questo vale per la spazzatura, ‘a monnezza!, come per tutto il resto. La governatrice della regione Lazio dice che noi non siamo al collasso, peccato però che si dimentica di dire alle telecamere che la discarica di Malagrotta avrebbe dovuto chiudere già da diversi anni. Peccato che non tenga conto che quanto accade a Napoli è comunque un nostro problema. Possibile che nessuno capisca che la spazzatura, ovunque venga lasciata, buttata, sepolta, incenerita, mal differenziata, è un problema che riguarda tutti noi? Non sono le distanze di chilometri, non sono l’appartenere ad un altro comune che rende il problema non nostro.

La spazzatura inquina. Lo si è sempre saputo, ma prima non era un problema. Ora lo è. Ora, con un ritardo di un ventennio ci si decide ad affrontarlo. E mentre a Napoli viene sepolta dai rifiuti, il resto dell’Italia si fa bella con la raccolta differenziata.

Anche il piccolo comune dove vivo io l’ha iniziata. Ci ha messo tre mesi a distribuire i sacchetti della spazzatura colorati a seconda del materiale che si intende riciclare. E io mi ci sono messa a riciclare al meglio: sacchetto bianco per la carta, sacchetto arancione per l’alluminio, sacchetto nero per l’organico, sacchetto rosso per l’indifferenziato, e busta come la preferisci tu per il vetro (chissà poi perché, costava troppo la busta per il vetro? Nooo è che ci sono le campane!). La lettera che avevano inviato datata giugno mi invitava a differenziare dal 1 ottobre. Ma mentre io ero pronta, il Comune non lo era e così quando arrivo ai cassonetti scopro che non posso differenziare nulla. Un solo secchione per tutto. Non c’è nemmeno la campana del vetro. Il primo novembre però le cose cambiano. Nel senso che sui due secchioni sgangherati per l’indifferenziato posso metterci anche il resto. Due cartelli affissi. In uno: organico, carta, plastica. Nell’altro: indifferenziato e alluminio.

Qualcosa non mi torna. E mi capita di incrociare il camion dei rifiuti. E scopro, ma non era in fondo ovvio?, che tutto viene buttato nelle stesse fauci fameliche del camion. Io differenzio, il comune no.

Ma no, la colpa mica è del comune! Lui è stato attentissimo: ci ha datov i sacchetti colorati e ha affissore due cartelli per indicarci dove buttare i sacchetti colorati. La colpa è della popolazione che non lo fa.  Mica possono da subito dare contenitori diversi per ogni sacchetto, lo ha fatto per noi che così abbiamo il tempo di abituarci. Intanto studiamo i colori e i materiali!

Qualcosa non mi torna ancora. Così scopro che il mio comune, come tanti altri, hanno deciso di iniziare la raccolta differenziata solo perché la comunità europea ha dato loro i soldi. Insomma il solito magna magna che non esiste solo a Napoli, ma in gran parte d’Italia. E nonostante le immagini di una Napoli devastata dai rifiuti qui ancora giocano con le sorti del nostro pianeta, ancora ci si illude che il problema non riguardi tutti noi. Qualcuno le tasche se le è riempite di soldi senza riflettere che ‘a monnezza prima o poi avrà vita propria e ci ricadrà addosso.

Il futuro è nella spazzatura diceva mio padre, ma oggi sono in pochi ancora ad averlo capito. Partendo dal presupposto che forse il problema andrebbe tamponato alla radice, diminuendo il numero di imballaggi, di involucri a volte superflui e ammettendo che l’intera nostra economia dovrebbe imparare ad essere più verde rinunciando al profitto.  Imparare a vivere, ma soprattutto a produrre, ad impatto zero.

Ben venga la raccolta differenziata. Maggiore è la nostra capacità di riciclare materiali, maggiori sono i guadagni che ne vengono fuori. Il cittadino che differenzia fa spendere di meno per il ritiro della spazzatura e pagherà di meno quando arriverà la bolletta.

Il futuro è nella spazzatura diceva mio padre.

Io dico dimmi come differenzi e ti dirò chi sei.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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6 Commenti

  1. un grande applauso !!! bravissima!!!!!no

  2. Ciao Mariella.. non voglio tirarmi dei fiori..ma prima che iniziasse la racolta differenziata ero un assiduo frequentatore delle campane raccolta carta-vetro-plastica..
    Adesso posso scatenarmi.. bidoni con le ruote tutti solo per casa mia.. blu per il vetro..bianco per la carta..marrone per l'organico e il megabidone verde per gli sfalci del giardino..più sacchi giganti per la plastica.. Ho il calendario con i giorni di ritiro attaccato al frigo con quattro calamite a forma di gatto.. ma per uno nato sotto il segno della Vergine è normale..
    ;-))
    Sul punto che alcune amministrazioni non amministrano come dovrebbero potremmo discutere fino alle calende greche.. mi chiedo solo una cosa..perchè solo e sempre solo Napoli.. non Como.. Belluno.. Forlì.. Macerata.. Lecce.. Cagliari.. Matera..sempre e solo Napoli..
    😉

    • beh, il perchè Napoli è che Napoli è stata usata per oltre un ventennio come il secchio della spazzatura di tutta Italia. Perché le loro discariche si sono riempite di spazzatura di città del nord e là più che in altri posti del sud la camorra ci guadagna nel giro di rifiuti.
      Io la differenziata la faccio da anni anche se a volte il mio differenziare viene poi riunito in una unica discarica.
      Prima o poi vinceremo noi differenziatori... quando gli italiani crederanno nella spazzatura e quando tutti ci renderemo conto che non differenziare andrà a nostro discapito.

  3. Ottimo articolo Mariella, condivido in pieno !!
    DIfferenziare e riciclare la spazzatura è un obbligo morale, ma soprattutto dovremmo abituarci a consumare meno e in maniera più conscia .
    Cercare di dare la precedenza a prodotti di zona, privilegiandoli rispetto a quelli che viaggiano per km e km, montare impianti di osmosi inversa per bere tranquillamente l'acqua dei rubinetti evitando così la plastica delle bottiglie .....
    Vivere a impatto ZERO come quella signora di Milano che ho visto alla trasmissione di Zanardi !!
    Una cosa veramente difficile nella società sprecona del Bengodi !!

  4. Sì è vero Mark... l'impatto zero è il raggiungimento a cui dobbiamo arrivare!!!
    p.s. il programma di Zanardi è davvero ben fatto e lui è una persona viva...

  5. bell'articolo
    la raccolta differenziata va fatta, comunque...certo ci vorrebbe un adeguato sostegno da parte dei comuni, delle infrastrutture
    qui in Dk e in Svezia è normale avere nel giardino interno la "zona rifiuti" con i differenti secchioni_ organico, carta, vetro...perfino uno piccolo per il riciclo delle pile usate
    i supermercati e negozi specializzati ti rimborsano i vuoti delle lattine e delle bottiglie (c'è gente che ci fa giornata andando a raccoglierle per strada...)
    La spazzatura poi viene bruciata e riciclata nel fare energia...
    E non mi sembra che qui viviamo in un'era futurstica...o forse si


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