Oggi il tempo sembra sospeso in un limbo grigio. Sarà colpa di questo tempo che allontana il sole dal mio corpo e dal mio cuore e lascia solo ricordi. Nella bocca sento il loro sapore impastarsi con la birra che accompagna il mio frugale pasto: un panino con formaggio e niente più. Mi sembra di sentirla la sua voce “Non sta bene che una ragazza beva.”

Già, invece se un ragazzo beve è tutto a posto.

Eppure oggi, in questo cinque maggio, mi piacerebbe sentirti dire anche questo, non importa che di solito quel tuo commento mi facesse incavolare. Nel presente non c’è più posto per le tue frasi ad effetto, per i tuoi giudizi che dividevano il mondo in buoni e cattivi, uomini e donne, giusto non giusto. Come scrivevo oggi ad un amico non restano che immagini, ricordi che riprendono a vivere solo nella mia mente. Posso modellarli a mio piacimento, ma sempre ricordi sono. Il bello è proprio quello di poter cambiare leggermente le sfumature e tenere il meglio di quell’attimo di vita che è passato e che non torna più.

Mi chiedo se puoi percepire i miei pensieri e i miei stati d’animo.

E la mia parte romantica e credente di me ti immagina seduta su una nuvoletta con il tuo compagno, l’uomo che tanto hai amato. Vi tenete mano nella mano e guardate in giù, ora annuendo per approvare le mie scelte, ora facendo un diniego con la testa se secondo voi sto facendo una delle mie solite cavolate.

Finché mancava solo papà, era stata tosta, ma la memoria del mio passato, della mia infanzia soprattutto, viveva attraverso te. Ora invece mi arrampico sugli specchi e so che parte di quello che è stato non lo sarà più perché non ci sei più tu a farlo rivivere. Forse è per questo che inconsciamente ho deciso di tenere un diario, per lasciare ai posteri il mio passato quando ancora era un presente.

Oggi non sono romantica e nemmeno credente, colpa degli ormoni mi dico, che viaggiano nel mio corpo come su una autostrada a tre corsie senza limiti di velocità. Così, pur sapendo di parlare da sola, perché tu non ci sei, lo faccio lo stesso e lascio che le parole viaggino per l’etere. Serve per liberare la mia anima che in alcuni momenti è sopraffatta dai pensieri e cede sotto di essi, pesanti come una montagna che viene giù dopo una alluvione portandosi via tutto e seppellendo sotto le macerie quello che una volta era un paese.

Il fatto è che uno crede di avere una vita per dire e fare  invece non è così.

Guardo la mia pancia crescere e avrei voluto che anche tu la vedessi ed esprimessi la tua sentenza:

“È maschio!”

Perché a te bastava di vedere la forma per dirlo il sesso, altro che ecografie! Ed infatti è maschio e sapessi come scalcia nella pancia. Suo fratello era più tranquillo, lui invece sembra voler affermare che c’è e sono certa che non vede l’ora di salpare in questa vita.

Quando lo finisco il tempo? Non ci crederai, ma forse nascerà il giorno in cui è nato papà, il tuo grande amore.

“Allora fammi contenta chiamalo come lui!”

Lo so che me lo diresti. E al mio diniego alzeresti le braccia al cielo augurandoti che almeno per questo secondo figlio io e il mio compagno ci limitiamo a scegliere un nome “normale” sapendo già che non sarà così.

Eppure ti piaceva in fondo in fondo l’idea di avere una figlia che camminava al di fuori delle righe e delle regole che rendevano il resto troppo normale e uguale. Eri di quelle madri che quando parlavi di tua figlia in sua assenza non facevi che osannarla, ma poi quando ero davanti a te uscivano dalla tua bocca solo parole dure e poco comprensive.

A volte la morte avvicina le persone qualcuno dice, io invece dico che è il ricordo e il senso di rimpianto che ce la fa sentire vicine.

E la mia parte romantica e credente mi aiuta a sentire una carezza poggiarsi sulla mia pancia e salutare la nuova vita.

Ma oggi non sono né romantica né credente e credo che se voglio ritrovare qualcosa di tangibile di te è solo un corpo in stato di decomposizione chiuso dentro quattro assi di legno che non possono impedire ai bigattini di fare il loro dovere.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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7 Commenti

  1. i punti di vista cambiano come cambia il tempo, ormai sempre più velocemente...
    non è domani, ma magari già tra mezz'ora sarà un altro giorno...

    • e nascondendomi dietro ai miei ormoni, tutto potrebbe cambiare nell'arco di dieci minuti!!! Il mio umore ballerino è risaputo, ma ora ho una bella scusa!!! 🙂

    • e nascondendomi dietro ai miei ormoni, tutto potrebbe cambiare nell'arco di dieci minuti!!! Il mio umore ballerino è risaputo, ma ora ho una bella scusa!!! 🙂

  2. Una Mariella bipolare..che parte romantica e finisce realistica..
    però sempre con il sorriso e tanta sana ironia..
    Una carezza al pancione..
    😉

  3. L'ironia Jan aiuta a vivere con meno pesi che altrimenti schiaccerebbero anche i più ottimisti!!!
    La carezza è arrivata a destinazione e il piccolo sai cosa ha fatto per tutta risposta? Mi ha tirato un calcio...
    Buona giornata e ancora benvenuto!

  4. L'ironia Jan aiuta a vivere con meno pesi che altrimenti schiaccerebbero anche i più ottimisti!!!
    La carezza è arrivata a destinazione e il piccolo sai cosa ha fatto per tutta risposta? Mi ha tirato un calcio...
    Buona giornata e ancora benvenuto!

  5. non sta bene che una ragazza beva (a meno che uno non ci stia provando...) perche' ne resta meno per gli uomini... :))) (poi insomma, scusa la deformita' del mio cinismo... ma lo stesso uomo avrebbe giudicato diversamente il bere femminile al variar del liquido da ingerire...)


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