Solo un attimo. No, un po’ più di un attimo. Qualcosa di temporaneo, si certo, ma un po’ più lungo di un attimo. Non si può chiedere un “per sempre” perché un “per sempre” non esiste. Sarebbe come credere nei miracoli e lei non ci ha mai creduto.

Non ci crede nemmeno ora, guardando quel cielo nemico sopra il suo capo. Davvero nemico? Non sa dirlo.

Un cielo pesante. Scuro. È certa che prima o poi le cadrà addosso. E forse non aspetta altro. Forse allora ci sarebbe un “per sempre”. Solo quello può essere il miracolo. Per come stanno ora le cose.

Non c’è via di fuga. Non ce n’è mai stata, forse.

Ha sentito dire alla televisione e pure sui social network che in tutto il mondo è così. New York, Miami, Parigi, Mosca, Sidney. Anche sul monte Everest. Sono milioni di affari strani. Fermi nel cielo. Extraterrestri? Probabilmente. Questi affari strani che assomigliano solo lontanamente alle navicelle spaziali che si vedono nei film di fantascienza. A vederli così immobili, attaccati l’uno all’altro non sa nemmeno individuarne la forma. Sono tanti, forse è una unica nave spaziale. Così tanti o così grande da occupare tutto il cielo. I raggi del sole non riescono a passarli. Lunghe notti, inesorabili notti senza stelle. Il sole non sanno più cosa sia.

Ne parlano tutti. Lei invece ha perso le parole. Ma ovunque non si fa che un gran parlare.

La gente è impazzita. Per le strade sono scesi milioni di profeti. E anche sciacalli: rubano tutto quello che trovano. Le saracinesche dei negozi sono divelte. Le vetrine infrante. Tutto attorno c’è caos.

Nessun servizio d’ordine, né polizia. Grandi fratelli dagli occhi spenti.

Il regno di Dio è vicino grida un giovane Cristo risorto dopo millenni di barbarie. Accanto a lui una Maddalena moderna, che le ricorda stranamente wonder woman, forse per il cerchietto che le tiene indietro i capelli.

Liberatevi del superfluo. Il regno di Dio si aprirà per noi. Abbiate fede, continua ad urlare ad una folla impazzita.

La Chiesa avrebbe avuto bisogno di uno come lui, nonostante sia troppo lascivo nei confronti della sua wonder woman vestita di un costume colorato che lascia coperti solo i capezzoli e il monte di venere.

La fine è vicina, se ne convince anche lei. Poggiata alla ringhiera del balcone che sovrasta la città. In lontananza, fuochi ardono case, automobili, quartieri interi. Il fumo si spande in ogni dove, e il respiro si fa ancora più difficile.

Si chiede se questa notte prossima all’aurora sia simile alle notti dei paesi nordici. In cui non è proprio notte, ma quasi.

Nonostante tutto l’elettricità ancora arriva nella città e le case sono illuminate, ha l’impressione che le luci siano tutte accese. Come arma per confondere il nemico. Le luci riflettono si riflettono su quegli strani affari.

Saranno buoni o cattivi? Se lo chiedono tutti.

Che cambia? Si chiede lei. In entrambi i casi non è più tempo.

La mancanza di raggi comincia a farsi sentire. Le mancano le forze. Fatica a rimanere sveglia. Ha voglia di sdraiarsi. Dormire. In attesa che le cose cambino, in un verso o nell’altro.

Forse non scenderanno mai, rimarranno “per sempre” sopra le loro teste.

Nuova visione del mondo, assente di luce primaria, fredda, grigia. Tutto rallenta. Anche il respiro. I fumi poi, non aiutano. È come stare attaccati ad un polmone meccanico. A quel tubo che tiene tutti attaccati a una macchina. In molti chiedono venga staccata la spina. Dipende da loro. Lo sanno.

Saranno buoni o cattivi? Poco importa. Tutto ha perso la sua importanza.

Lei vorrebbe solo un attimo, o meglio un po’ più di un attimo. Qualcosa che duri quel tanto per essere felice. Sa che non esiste un “per sempre” ma è troppo presto per mettere la parola fine. No, non ora.

Soprattutto ora.

Dà le spalle alla balaustra, alla città in fiamme, al nuovo Cristo e alla sua Maddalena, agli sciacalli, alla folla in delirio.  Al cielo scuro e alle migliaia di cose strane che vi galleggiano sopra.

Ripercorre i suoi passi, lentamente. Ci metterà il tempo che ci metterà, ma già questo le sembra avvicinarsi un po’ a quell’attimo prima della fine.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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21 Commenti

  1. brava Mariella! Bel racconto... quel 'per sempre' che duri quel tanto per essere felice... ieri ho letto una citazione non ricordo di chi che invece parlava del 'lieto fine', diceva una cosa tipo che il lieto fine dipende solo da dove decidi di far finire qualcosa 😉

  2. Ciao Mary,

    E.T. potrebbe stare la sopra a guardarci per sempre ma non ce ne accorgeremo mai.

    L'idea di quel panorama descritto mi ricordava molti vecchi film sugli alieni, ma per vecchi dico vecchi...(vecchissimi!)...

    ...i migliori.

    Ciao bella....

    • Ciao Nevrotico,
      forse è vero non ce ne accorgeremo mai, troppo addormentati per renderci conto. Forse dovrei ricominciare a vedere i vecchi film, i migliori.... io sono assai poco da film di fini del mondo...

  3. Molto condito di distrattori che confondono il lettore da quello che è il punto cardine della storia.
    Il mondo gli sta crollando addosso ma a lei non gliene frega nulla, pensa ai suoi problemi. Cosa vuole che gliene importi del mondo?
    Molto pieno di significati. Bello.

    • sembrano tanti i distrattori più di quello che realmente sono perché lo scenario intorno a lei è apocalittico. Apparentemente non gliene frega niente, ma se leggi tra le righe non è così. Ha l'impressione che il cielo le crolli addosso con tutte quelle strane cose volanti (o forse è una unica cosa sola?). E lei vuole un po' più di un attimo. Vuole una felicità che in questo scenario apocalittico sembra impossibile.

  4. Che ansia questo scenario apocalittico amica mia! Io credo che... ci osserveranno per un po' "strippare", magari facendosi anche delle grasse risate alle nostre spalle, ma poi, ci salveranno, ci salveranno...perché in fondo non siamo già mezzi morti? 😛

    • beh ti direi che l'inferno è già questo e che sì, ci salveranno. Ma mentre scrivevo questo racconto mi dicevo che non meritiamo la salvezza.

  5. in uno scenario apocalittico lei rimane senza parole, quelle invece si moltiplicano tra i folli che magari non aspettavano altro per avere un seguito di folli seguaci quasi quanto loro. Lei vuole ancora il tempo per la felicità, non importa quanto, forse è la sua la follia più grande. Sembra sola, isolata, in un mondo abbandonato da Dio a profeti senza arte ne parte, sa che non ci sarà un "per sempre", ma quello non è ancora il momento della fine per lei.
    Bel racconto Mariella

    • a volte il rimanere senza parole non vuol dire che non se ne abbiano per la testa... e lei ne ha per lei, il resto non conta. E in mezzo al delirio di un mondo senza più regole lei cerca la felicità. Cerca di dare un senso ad una vita che un senso, fino a quel momento non aveva. O forse cerca il tempo perduto aspettando un domani che ora non è detto che ci sia

  6. Questo genere di racconti .. un po' mi inquietano .... mi costringono a pensare a cose a cui non vorrei pensare! ... a volte è anche bello dire " Per sempre" ... anche se si sa che con esiste .... ma, poi? sarà vero che non esiste il ... per sempre? ..... forse esiste.. ma non tutti riusciranno ad arrivarci sani! ... al per sempre! ....

    • io credo che il per sempre in qualche modo esista, anche se poi ha una fine. Ci sono momenti, attimi, che anche se brevi rimangono impressi nella nostra anima per sempre e anche oltre! al per sempre!!!

  7. Brava Mariella ma come sempre del resto, un bellissimo Racconto !!
    Ti sei ispirata alla realtà o alle serie TV orrorifiche che imperversano ultimamente ( Terranova, The Walking Dead,
    The Event ..... ) .
    Mi è piaciuta molto la frase del nuovo messia "Libe­ra­tevi del super­fluo. Il regno di Dio si aprirà per noi" .
    Forse è proprio quello il punto ...... il superfluo ...... colui che ci annebbia e ci oscura la via nella ricerca della serenità se non della Felicità !!

    • Grazie Mark di essere passato di qui. Sono contenta ti sia piaciuto. No, non mi sono ispirata a serie televisive perché non ne vedo. A dirla tutta non vedo televisione se non occasionalmente.
      Sai in questi ultimi mesi mi sono soffermata a pensare molto al superfluo che è diventato indispensabile nella vita quotidiana. Però questo momento di crisi che non sappiamo nemmeno come andrà a finire per necessità ci si trova a rivedere il proprio stile di vita non solo nel ceto sociale più disagiato, ma anche in quei ceti medio borghesi.
      Non credo ai santoni che spuntano come funghi, ma sì, quella frase la sento come una chiave che può aprire la porta per una nuova era, anche se la protagonista è presa da altro. O forse no, perché per lei il resto è superfluo, lei vuole solo un attimo, un po' più di un attimo di quella felicità che magari non sarà per sempre, ma...

  8. La ricerca della felicità, fino all'ultimo, fino alla fine...un desiderio intimo, imprescindibile...gran bel racconto, uno spaccato dell'animo umano...

    • Grazie Jeanpaul, da quanto tempo!!! E ne approfitto per dirti che mi mancano le tue poesie... spero di leggerne presto.
      La ricerca della felicità, imprescindibile. Vero. Il resto non conta. Nemmeno gli alieni che tengono il genere umano in pugno.

  9. Bellissimo Mariella, complimenti, una visione apocalittica dove amore e orrore si "con"fondono.
    Simona

    • Grazie Simona, sarà questo approssimarsi della fine del mondo, chissà. Anche il tuo racconto in fondo si riallaccia ad una visione apocalittica dove l'amore è l'ultimo gesto

  10. "Grandi fra­telli dagli occhi spenti"
    Mariella, io amo certi racconti inquietanti e amo di più il post apocalittico! Complimenti, è molto originale il senso che ho percepito... la storia, i vuoti e l'immobilità generale. Un signor Racconto.
    I miei più sinceri complimenti.


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