Tornano (racconto Gotico)

Racconti poeta solitario

Tornano

Eravamo seduti al caffè Noiret quella sera,
vicino alla cattedrale di Notre Dame, a sorseggiare
del buon RH negativo, erano secoli che non ci vedevamo.
Ti avevo chiesto esplicitamente di mettere i tuoi stivali neri,
quei pantaloni di pelle e lycra e il chiodo delle grandi occasioni.

Era una semplice rimpatriata a modo nostro, avevamo da tempo lasciato
il mondo dei vivi per tuffarci in questa nuova dimensione di non vita, più
completa ed appagante rispetto ai torti subiti secoli prima.

Il locale era semivuoto, c'era solo quella solita stordita di Linette che
continuava ad adescare gonzi in barba alla legge del ministero che vietava
la puntura e l'aspirazione del delizioso nettare direttamente da cuori pulsanti,
diceva che le piaceva bere alla fonte,che le fialette sterilizzate dei
laboratori analisi le facevano schifo,e quindi continuava a fare i suoi porci comodi
gettando poi le carcasse esauste nei cassonetti.

La notte era piovosa e tu finalmente eri vicino a me, con i tuoi capelli lunghissimi,
neri come le nostre anime, sorridente come in una foto marchiata di rosso tanto tempo fa.

È stato come fare un salto nel passato, bevemmo e ridemmo per ore, tu mi chiedesti se ricordassi
quei Baroni che folli se ne andavano in giro a fare i fantasmi per le strade di Lille,
o di quel pazzo che si divertiva a trasformare la gente in bistecche e venderle al Kg mentre leggeva
il cantico di un pastore errante dell'Asia del Leopardi.

Che tempi pensavo, ignari del futuro ed affascinanti a modo nostro, ancora con lacrime da versare
e pensieri luminosi da vendere.
Sbattemmo i bicchieri sul tavolo in legno, blocco di una grossa quercia tagliata nei pressi di Lione
che avvolgeva in senso antiorario tutto il locale, facendo da bancone e da credenza, sdoppiata come
due grossi errori della natura come in fondo eravamo noi, dei non vivi più vivi dei vivi.

I bicchieri si ruppero e io presi a baciarti tenendoti stretta la testa con la mano sinistra, bloccando
indietro nuca e capelli tanto ormai non respiriamo più pensai, quindi possiamo stare attaccati all'infinito.
Riuscivamo a sentire i nostri pensieri, privi di ansie e frustrazioni, liberi di esprimerci, con quello strano
calore che solo il sangue e la telepatia infondono alle tempie, comprimendole fino a farle scoppiare,
come una macchina del gelato che affonda fino alle viscere ingorda di sentire.

Finalmente staccati dalla morsa ti sentii sussurrare ti amo, quelle due parole che da umano e da non morto
avevo sempre sognato, i miei riflessi già oltre la soglia del muro del suono reagirono e di scatto eravamo
già sotto la pioggia mano nella mano, come la prima volta che ci siamo conosciuti.

Entrammo a Notre Dame e facemmo l'amore nelle prigioni sotterranee, un sesso delicato per due come noi,
fuori dal normale, quasi come si vede nei film. Ci mordemmo e bevemmo insieme dai polsi, i cinque giorni del tuo
mese erano ormai lontani per realizzare un sogno, il pieno ciclo vitale della nostra esistenza in un bagno
di calda porpora ormai pensiero disperso in un'altra vita, anelato e mai concluso.

Esausti ci rialzammo tra le grida di spiriti antichi rinfrancati dalla nostra presenza e dal nostro atto
d'amore. Era l'alba, solo quella notte ci era stata concessa dal Grande Vecchio, ci salutammo con un sorriso
che offuscò il sorgere del sole mentre immuni ci mescolavamo al viavai di Parigi.

poeta solitario
poeta solitario
Sono passato,un pensiero ricorrente,quel senso di vita nuova che mi pervade vedendo il disfacimento del mondo che fu, in un tempo non mio. E' proprio quando tutto sembra perduto che bisogna affrontare la fine col sorriso,perché ogni fine è semplicemente l'anticamera di un nuovo inizio. Nato nel 1977 l'8 di Febbraio dopo varie passate continuo la ricerca del mio amore perduto e del mio vero Io.Ho appena pubblicato la mia prima raccolta intitolata "Sensazioni d'Autore",un viaggio interiore nel tempo e nello spazio scandito da note poetiche e narrative.

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6 Commenti

  1. applausi , applausi 🙂 hai in te mondi antichi e mi hai suscitato un perenne senso di squilibrio memoriale .... Il gotico e il mio prefferito all'livello della promemoria ..... Che pezzo Cicio .. Lo leggerò ancora .....

  2. Grazie Alina,sono contento che ti sia piaciuto,che sia riuscito a trasmettere quello che sentivo! Grazie!

    • Anaspado nel sangue

      Si affera a cancellar

      L'ultimo petalo

      che lascia parlare di se,

      Con la forza di una consapevoleza

      Cibandosi

      In cima ad una torre

      Dove per lecito allogiava

      la sua umilta'

      Attendeva il silenzio

      come unico amico rimasto.

      Nella letale guera,

      e' nell'rosso dei papaveri

      Spargeva la debbolezza rimasta

      Come unico ricordo

      di aver perso l'amore..

      Il padone chè violo'

      la sua esistenza

      For you .-)

  3. sono commosso,delle parole così belle dedicate a me,grazie,sei fantastica e fortunato chi ti può avere tutta per sè.

  4. Vampiri....

    Una volta loero e poi un'umana mi ha morso...e sono diventato vecchio tutto d'un fiato!

  5. N.A. speriamo non mi capiti mai!!! che brutta cosa!! ^_^


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