Di chi è la guerra?

Articoli RickMor Pan

Com’è possibile che ci si stupisca per l’entrata dell’Europa in guerra in Libia?
Non sono un giornalista né un esperto di politica internazionale ma mi sembra così banale riconoscere nell’intervento in Libia una semplice conseguenza del terremoto in Giappone e dei suoi effetti collaterali.

I governi dei paesi occidentali importatori di fonti energetiche cercano soluzioni all’improvvisa rimessa in discussione del opportunità d’uso dell’energia nucleare, quando la gente la stava quasi dimenticando la paura della radioattività e, almeno nei paesi in cui lo sfruttamento dell’energia nucleare è consolidato, iniziava a vedere le centrali nucleari come un normale aspetto del paesaggio.

Allo stesso tempo, gli eventi di quest’anno lasciano spazio a prospettive ancora difficilmente immaginabili ma sicuramente a rischi prevedibili per la “civiltà occidentale”. Man mano, tutti i residui di controllo europeo o americano sugli stati del terzo mondo,  residui di colonialismo mascherato, stanno svanendo, con la deposizione di dittatori “amici dell’occidente” e l’ascesa di dittatori locali o in ogni caso in seguito alla presa di coscienza e alla naturale voglia di autodeterminazione di popoli a cui ormai informazioni su come funziona il mondo arrivano. Poco alla volta il Sudamerica è già uscito, in buona parte, dall’orbita americana così come molti paesi dell’Asia corrono da soli e vogliono ormai semplicemente quello che anche noi abbiamo. Non è una supposizione immaginare Cina e India sopravanzare gli USA come i paesi a maggior PIL nel giro di pochi decenni.
Anche i paesi arabi non sono più terre popolate da cammellieri e governati da sceicchi oziosi dediti solamente alle cure dell’harem e all’acquisto di ferrari. L’Iran, pochi giorni fa ha mandato in orbita la sua prima navicella in grado di portare l’uomo nello spazio ed è già in grado di utilizzare l’energia atomica sia per fini energetici che bellici.

L’Africa, è forse ancora “l’oggetto” più gestibile. In questi anni è bastato ai paesi occidentali mantenere la maggior parte degli stati in condizioni di guerra costante, foraggiando ora l’uno ora l’altro contendente, oppure costituendo protettorati governati da dittatori amici comprabili per pochi spiccioli d’illusione di ricchezza. Fa schifo pensare al fatto che molta della nostra ricchezza nasce dal sangue di un continente. Ma ovviamente non durerà in eterno e l’immigrazione è veramente il meno ed è idiota cercare di limitarla. Meglio un flusso continuo o regolare d’integrazione oppure che si rompa una diga?

Le dittature sono state spesso “veicolate” ma cosa succede se le dittature cadono dal basso? I mezzi di comunicazione sempre più alla portata fanno si che anche la gente comune inizia a poter avere gli occhi aperti su cosa sia libertà e democrazia, non è importante se queste siano illusioni, ma tutti possono farsi un’idea senza che sia un dio, in cielo o in terra, a dirlo. Democrazie nate in questo modo in paesi che non hanno tradizione di autodeterminazione sono fragilissime (vedi Afghanistan o Iraq) e quindi ingerenze esterne diventano scontate. Un sottile gioco d’equilibri e di opportuna divisione della torta (energetica o politica) per ora fa reggere questo sistema occidentale di “tutela della democrazia nel mondo”.  Ma in zona araba la situazione è molto delicata essendo la regione una polveriera. Il rischio di ascesa di correnti fondamentaliste, magari spalleggiate da paesi estremisti come l’Iran ha messo in allerta l’Europa che però stava a guardare, pronta all’intervento ma cauta.  Cosa succede se l’africa amica (forzatamente) un giorno  decide di usare le sue ricchezze solo per se?

Prima del Giappone, l’occidente stava a guardare quello che succedeva in Libia, preoccupato, vista la caduta precedente di regimi “amici” e accondiscendenti come quelli di Egitto e Tunisia, ma in attesa di vedere come andava a finire per non correre il rischio di schierarsi magari pestando i piedi ad opinioni discordanti.

Dopo il Giappone? L’opinione pubblica cambia, il nucleare torna a far paura, si corre ai ripari. Chi sta già investendo sulle rinnovabili, la Germania, aumenterà, con qualche sacrificio ma saggiamente, questo sforzo che alla lunga pagherà e quindi ha deciso di non scendere in campo. Questa scelta sarà condivisa dall’opinione pubblica  e quindi l’attuale governo sarà probabilmente riconfermato.
I paesi nuclearisti non vogliono invece perdere il controllo su possibili alternative utili a tamponare i possibili rischi di perdita di popolarità dell’energia atomica. La Francia ha pesantemente investito nell’energia atomica e il governo Francese sa che presto o tardi dovrà cambiare strada ma non è ancora pronto per abbandonare l’uso di fonti energetiche combustibili per andare verso fonti d’energia rinnovabili. Quindi, strategicamente è fondamentale per la Francia non perdere il controllo delle fonti di petrolio e gas africane. Gli altri paesi europei e gli USA, si sono accodati per non perdere la loro porzione di torta.

L’Italia? Non siamo ne carne ne pesce quindi non avevamo scelta, e cosa, più importante, il nostro governo aveva stabilito un patto di alleanza sulla strategia di sviluppo energetica con la Francia basato sull’energia nucleare. Secondo me, in sostanza, in cambio di qualche finanziamento e appoggio politico, la Francia voleva condividere con l’Italia la sua rete di centrali nucleari per distribuirne un po’ il peso e anche i rischi. Nucleare no? Ok. Conseguenza? La Francia va in guerra, l’Italia va in guerra e zitta… Ovviamente poi, anche molte imprese italiane hanno interessi in Libia... andiamo a salvare il popolo libico? ...certo! Come no?

Scenari futuri?
Chi ha più sale in zucca lo usi…
Egoisticamente è meglio continuare a depredare le ricchezze di altri popoli certo, in cambio di “democrazia”, ma prima o poi si stancheranno. Contrari all’immigrazione? C’è immigrazione perché abbiamo usato ed usiamo le ricchezze dei popoli che immigrano. In sostanza, se volete benessere e ricchezza siate coscienti di quello che significa e siate coerenti. Questa è una delle tante guerre fatte per difendere le vostre possibilità di comprare un suv o l’ultimo I pad etc. etc… (o qualsiasi altro bene atto alla strategia di rincoglionimento della consapevolezza perseguita da chi detiene il potere).

Rinunciamo all’energia nucleare a priori? Odio la guerra, come tutti a parole, ma non ci stupiamo se questa sarà solo una delle tante guerre per l’energia che ci aspettano. Personalmente sono contrario ad un ritorno dell’Italia su una strada a cui ha rinunciato e ormai obsoleta ma non bisogna smettere di investire su forme di nucleare più pulite e non bisogna instaurare un clima di paura cieca.  Faccio un esempio. In questo esatto momento è più radioattiva Roma di Tokyo, nonostante tutto. Roma è costruita su rocce vulcaniche ricche di elementi radioattivi. I sanpietrini in particolare sono pieni di Torio radioattivo. Piazza San Pietro per dirne una è una zona ovviamente molto radioattiva. Non sono dosi letali ma con le radiazioni ci conviviamo tutti i giorni. Non dico che non sia rischioso il nucleare ma è in ogni caso più “naturale”, meno inquinante dei combustibili fossili e meno pericoloso per l’equilibrio climatico del pianeta.
Siamo all’avanguardia nello sviluppo di applicazioni basate sullo sfruttamento della fusione nucleare e, volenti o nolenti, non credo sia possibile rinunciarci in futuro se vogliamo mantenere questo standard di vita. Ovviamente auspico anche paralleli investimenti sulle rinnovabili perchè sono il futuro.  Soprattutto bisogna essere coscienti che non sono finanziate dal governo anche perchè sono fonti energetiche meno gestibili in modo centralizzato. Come si fa a fregare soldi su un sistema capillare? E, ancora più importante, bisogna abituarci a non sprecare. Sostituirò il mio tubo catodico con uno schermo piatto solo quando esalerà l’ultimo respiro accadesse pure tra vent’anni!

Informiamoci e non stiamo zitti. I mezzi di comunicazione lo consentono e hanno un potere immenso oggi. Solo la cultura può salvarci da noi stessi. Un mondo ideale deve essere basato sulla presa di coscienza della realtà. Se accettiamo che l’uomo è, biologicamente, in media un animale ciecamente egoista e non una divinità in via d’ascensione, forse nel nostro piccolo potremmo contribuire a costruirlo il mondo più ideale possibile, almeno bisogna provarci.

RickMor Pan
RickMor Pan
Oggi sono un ricercatore. Quando sarò stanco di cercare scriverò ciò che ho trovato. Nel frattempo ogni tanto scrivo... Sono tante cose e forse nessuna per davvero. Ma fare ciò che si ama sempre è più che abbastanza no?

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8 Commenti

  1. Mai letto qualcosa di più.."intellettualmente equilibrato" posssibile! I miei più sentiti complimenti! Che l'intellettualità può risolvere qualunque "problema" è storia....e non le "ideologie" da chiunque dettate!
    Alla prossima

    • grazie! Alla fine si scrive sempre per condividere, siano essi pensieri o emozioni...
      discutendo gli si da vita reale.
      Non sempre trovare una soluzione ai problemi è facile, a volte non è proprio possibile però da più voci derivano più possibilità...
      Buona giornata!

    • grazie karen 🙂
      ho utilizzato una diversa porta na è comunque sempre piacevole trovarsi in questa stanza 😉

  2. sai già cosa penso di ciò che hai scritto, che mi ha entusiasmato e commosso...l'idea della missione di pace serve solo a lavare le coscienze....svuotare arsenali bellici, creare interessi economici per la ricostruzione degli edifici distrutti Gheddafi è un coccolato frutto del capitalismo grazie rick>!!!1

  3. ...grazie a te per avermi portato as condividerlo 😉
    uno più uno non fa mai solo due 🙂

  4. ...Sapevo d'avere un Hermano di grande spessore intellettuale ma adesso ne ho le prove! Grazie Rick!

    • gracias hermano! ...Non mi ti aspettavo pure da ste parti! eh eh
      ognuno ha i problemi suoi, io l testa che non sta mai ferma, nel bene e nel male...


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