Era qui che ci incontravamo, per caso all’inizio, poi ci cercavamo credo. Lei si avvicinava ogni giorno un po’ di più e io stavo ad osservarla.

Sono io, l’ombra di me stesso adesso. lei è scivolata giù e io non avevo braccia abbastanza lunghe per salvarla, voce per chiedere aiuto, parole per dirle di resistere… che avrei cercato una corda che so... io non sono niente, sono quello che sono, non ho voce, non ho testa. Eppure la vedevo e lei vedeva me. Passavamo ore in silenzio ad osservarci a vicenda. Nei suoi occhi c’era qualcosa di cui ignoro il nome ma che mi dava sicurezza, credo gli umani lo chiamino amore. Ed era per me. Lei mi ha salvato. Io non sono stato in grado di salvare lei. Solo questo so. Magari un giorno rinascerò diverso, non così, magari la ritroverò e potrò parlare la sua lingua, lei potrà capirmi e io le dirò che in qualche strano modo e non so per quale motivo provavo qualcosa quando mi stava vicina, qualcosa che vedevo anche nei suoi occhi e lei quelle parole me le dirà di nuovo ed io finalmente le capirò.

Adesso guardo sul fondo di questo burrone strani oggetti con le eliche che volano e la stanno cercando e vorrei andare lì a dire loro che è qui che è scivolata mentre cercava di raggiungermi… ma io non posso fare altro che stare qui a guardare e continuare a sentirmi qualcosa di sbagliato in un corpo che forse non mi è mai appartenuto.

La mia condanna, avere dentro dei pensieri che non dovrebbero essere miei. Pensare forse come uno di loro e essere invece imprigionato in questa vita mia che non m’appartiene.

Chi sono io? Chi siamo tutti?

Siamo tutti diversi da quello che avremmo voluto, chi più chi meno, io sono diverso da me stesso.

A volte siamo altro da quel che sembriamo e pare ritrovarci nell’esistenza sbagliata. Ritrovarsi nel posto giusto o nel posto sbagliato, tutto dipende da questo. Il destino che chi lo sa se è una scuola, un caso, o una sorta di punizione per errori fatti prima.

In fondo la vita deve essere così per tutti. Ho conosciuto scarafaggi che avevano l’anima di una farfalla.

Ma questa è solo una storia, una storia da raccontare al vento e nessuno saprà mai se è vera perché nessuno di voi parla la mia lingua e la potrà mai ascoltare.

O forse è solo una metafora che va bene con tutto.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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11 Commenti

  1. chissà... in fondo una storia può essere tutto o niente!

  2. Molto interessante. La bella uccise la bestia, ma in questa storia è la bella che precipita e la bestia rimane sul ciglio del cornicione ad osservare sotto di lui e a porsi domande esistenziali.
    Una storia fanta-filosofica.

  3. Bel racconto grazie !! Anche io, avrei voluto essere un po' diversa da quello che sono ... Ma poi, non sarei più stata io ... :)))

  4. Bellissima Karen,altro non mi viene in mente,una musica del pensiero!

  5. ciao Karen, apprezzo molto il pensiero: A volte siamo altro da quel che sem­briamo e pare ritro­varci nell’esistenza sba­gliata...ma forse è sbagliata nel momento in cui ci rendiamo conto di ciò che siamo ?!?


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